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Who watches the Watchmen? Da Terry Gilliam a Zack Snyder, quel che resta di un progetto lungo vent'anni.

In questo lavoro dal titolo Who watches the watchmen? Da Terry Gilliam a Zack Snyder, quel che resta di un progetto lungo vent’anni, ci siamo occupati dell’adattamento cinematografico di Watchmen, celebre fumetto di Alan Moore, diretto dal regista statunitense Zack Snyder.
Il rapporto reciproco di influenza e contaminazione tra questi due media espressivi ha una storia lunga circa un secolo; fin dall’inizio del Novecento questi potenti mezzi di comunicazione si sono contaminati, al fumetto arriva la forma del cinema con le tecniche cinematografiche e di montaggio prese a prestito nelle stesura delle tavole (campo/controcampo, soggettiva, montaggio alternato, montaggio analitico) mentre al cinema arriva il contenuto dei fumetti, partendo dalle serializzazioni cinematografiche realizzate negli anni ’30 e ’40, e basate sugli eroi dei comics, per arrivare alle numerose trasposizioni di fumetti sul grande schermo che sono state realizzate negli ultimi 20-25 anni come 300, Sin City, Spider man, Batman.
Questo fumetto-cult è un fumetto innovativo, che ha cambiato e influenzato tutto il genere, negli anni a venire, è stato inserito da Time Magazine nell’elenco dei 100 migliori romanzi in lingua inglese scritti dal 1923 a oggi, oltre ad aver vinto un premio Hugo nel 1988. Ciò che caratterizza maggiormente Watchmen è la rivoluzione nel trattamento dei supereroi, protagonisti più nell’aspetto umano e quotidiano che in quello straordinario e avventuroso; infatti vengono descritti i loro problemi etici, le difficoltà di relazione tra i componenti del gruppo, i loro difetti e le loro nevrosi, inoltre nessuno di loro, con una notevole eccezione, possiede alcun tipo di superpoteri. Per quanto riguarda la pellicola prodotta dalla Warner Bros e diretta da Snyder, come ci suggerisce in parte il titolo dell’elaborato, si tratta di un progetto iniziato subito dopo la prima edizione a stampa (1987) e durato oltre vent’anni; questo percorso ha visto protagonisti nel tempo vari sceneggiatori e registi, tra cui spicca il nome di Terry Gilliam (celebre per 12 Monkeys, Fear and Loathing in Las Vegas, Brazil) che ha mollato la presa prima ancora di iniziare le riprese (motivazioni materiale di partenza, difficoltà residuo, telefonata Moore). Alla fine la WB ha dato l’incarico a Snyder, che aveva come dote il grande e recente successo di 300.
Entrando nello specifico del nostro lavoro, l’adattamento cinematografico di Watchmen può essere considerato a tutti gli effetti un processo traduttivo, in particolare di natura intersemiotica; la traduzione intersemiotica o trasmutazione è un’interpretazione di segni verbali per mezzo di segni di altri sistemi segnici non verbali. Fumetto e film hanno un prototesto appartenente a un tipo di codice e un metatesto appartenete ad un altro tipo di codice; inoltre sono linguaggi di tipologia diversa poiché i linguaggi verbali sono considerati discreti, e i linguaggi iconici (arti figurative in generale) sono continui, non discreti.
L’obiettivo del nostro lavoro è stato quello di rilevare e analizzare la quantità di residui generati dall’adattamento di Snyder. Il residuo comunicativo è quella quantità di informazioni che si perde in un processo traduttivo, infatti in ogni traduzione il testo di partenza contiene più informazioni del testo di arrivo, questa perdita è generata da diversi fattori, che possono essere fisici nel canale di comunicazione, linguistici, geografici, temporali. I residui che nella nostra analisi comparativa riscontriamo sono di due tipi: traduttivi quelli legati alla diversità del sistema dei segni del fumetto, che avviene per mezzo di parole e immagini, e quello cinematografico fatto di fotogrammi e suoni; e comunicativi, ovvero quelli legati alla trasposizione del contenuto delle vignette nella sceneggiatura della pellicola diretta da Snyder.
In questa analisi comparativa abbiamo posto come basi la theatrical cut, versione uscita nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. L’altro elemento fondante della nostra analisi comparativa è il fumetto (volume unico) di Moore, il nostro lavoro è stato comparare le sequenze del film con le relative tavole del fumetto. In questo processo abbiamo rilevato una cospicua presenza di residui comunicativi/traduttivi, alcuni dei quali hanno fortemente compromesso la corretta fruizione dell’intreccio, del messaggio e del profilo di alcuni personaggi della graphic novel.

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2 1. Introduzione. 1.1 Cinema e fumetto due media a confronto La nascita ufficiale del cinema, corrispondente alla prima proiezione pubblica che i fratelli Lumière effettuarono a Parigi nel Salòn Indieu del Grand Cafè sul Boulevard de Capucines il 28 dicembre 1895, precede di qualche settimana quella del fumetto, con la comparsa del personaggio The Yellow Kid sul quotidiano New York World. Era infatti il 16 febbraio 1896 quando Richard Felton Outcault pubblicava la prima tavola di quello che viene ritenuto ormai simbolicamente il primo eroe dei comics. Pur se studi recenti hanno collocato piø indietro nel tempo le datazioni di cinema e fumetto, portando con merito alla luce un lavoro pionieristico di cui è doveroso conservare memoria, è comunque con i Lumière e Outcault che i due media espressivi assumono quei connotati che li faranno diventare agli inizi del Novecento intrattenimenti di massa importantissimi. Non è quindi un caso che tra i media esistano da oltre un secolo rapporti significativi 1 , sia per le influenze cinematografiche sui fumetti, sia per mezzo delle trasposizioni di fumetti su pellicola (ne è un esempio l’adattamento cinematografico della graphic novel di Alan Moore Watchmen da noi scelto come oggetto di analisi, su cui torneremo piø avanti in questa sezione). Cinema e fumetto oltre alle origini condividono il ricorso al luogo letterario e l’utilizzo del mito, che sanno riproporre con forza nuova e originale, allo scopo di stimolare nel pubblico ricettore determinate reazioni come quelle ludiche, religiose ed erotiche, rendendo possibile al fruitore non colto l’esperienza letteraria (lettore di libri e spettatore cinematografico partecipano ad un’esperienza che li coinvolge perchØ loro stessi lo desiderano). Viaggiando sulla superficie del rapporto lungo oltre un secolo tra cinema e fumetto, scopriamo che la serializzazione cinematografica che ha inizio negli anni 1 Discorso approfondito da Gilbert Seldes nel suo volume The 7 lively arts (1924): Intelligente e coinvolgente discussione su comicità, varietà, fumetti e altri elementi della cultura popolare e sul loro rapporto con le forme di arte tradizionale come opera, balletto, dramma e musica classica.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesco Di Costanzo Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.