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La filiera agroalimentare nel distretto dell'Agro Nocerino Sarnese

ABSTRACT:

La filiera industriale risulta caratterizzata da una gerarchia di industrie, legate da integrazioni verticali e orizzontali, le varie fasi della filiera concorrono alla formazione ed al trasferimento di un prodotto fino al suo stadio finale di utilizzazione.
I costi della logistica e del trasporto, nella filiera produttiva, dal momento in cui vengono estratte le materie prime necessarie per la produzione, fino al momento che il prodotto finito giunge sul mercato del consumatore, hanno un’incidenza notevole sul fatturato . In particolare questi costi, per la filiera agroalimentare, arrivano ad incidere fino al 41 % sul fatturato (10% e 31% rispettivamente tra trasporto e logistica). Il trasporto per le aziende di trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, si effettua esclusivamente su gomma.
Lo sviluppo della logistica ha un ruolo fondamentale nello sviluppo della filiera agroalimentare e della sua tracciabilità, che è divenuto uno strumento fondamentale per la sicurezza alimentare.
Le imprese devono, quindi, ripensare e riprogettare i processi interni e le relazioni esterne utilizzando strumenti e metodologie finalizzate all’ottenimento di un vantaggio competitivo nell’ottica di aumentare la propria competitività.
La filiera agroalimentare nel distretto dell’agro nocerino sarnese, è caratterizzata da una prevalenza di piccole imprese, se da un lato le dimensioni ridotte di un’impresa le garantiscono flessibilità dall’altro, invece, la rendono poco compatibile con l’esigenza di operare in uno scenario tecnologico e di mercato sempre più complesso ed in continua evoluzione.
Inoltre, diversamente da quanto accade nei sistemi distrettuali più evoluti, dove unitamente alla competizione fra le imprese è possibile individuare stabili relazioni collaborative, il sistema distrettuale in esame è caratterizzato da evidenti difficoltà relazionali che limitano significativamente l’acquisizione delle informazioni e delle conoscenze. Quindi, il distretto agro alimentare di Nocera evidenzia rilevanti criticità riconducibili al diffuso individualismo degli imprenditori e alla scarsa cultura commerciale. In definitiva, affinché l’impresa locale e con essa l’intero sistema distrettuale riescano a sopravvivere e a svilupparsi è necessario che l’imprenditore si trasformi da proprietario autoreferenziale a manager professionista, capace di guidare le dinamiche evolutive del sistema attraverso l’attivazione di relazioni stabili e profittevoli con le altre imprese ed il contesto di riferimento.

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4 INTRODUZIONE Il lavoro parte da una descrizione della sempre più affermata importanza della logistica, ed in particolare del ruolo fondamentale che essa ha avuto nello sviluppo della filiera agroalimentare e della sua tracciabilità, per poi arrivare al caso pratico della filiera agroalimentare nel distretto di Nocera. Il concetto di Filiera industriale supera la rigidità di un approccio settoriale, rendendo obsoleta la tradizionale suddivisione dell’economia in settori primario, secondario e terziario. Essa è costituita dall’insieme di tutte le fasi del processo produttivo, a partire dalla fornitura delle materie prime fino al consumo del prodotto al cliente sia questo un bene materiale o un servizio. La filiera risulta, dunque, caratterizzata da una gerarchia di attività, legate da integrazioni verticali e orizzontali, che si configurano quindi come sovra-sistema fornitori o clienti a seconda della posizione che ricoprono nella relazione con il sistema impresa in esame. Inizialmente,e per lungo tempo, la logistica è stata considerata di secondaria importanza all’interno delle aziende e solo oggi si stanno scoprendo le sue potenzialità. Essa risulta essere uno dei fattori critici di successo (o di insuccesso) di un’impresa poiché, consegnare il prodotto all’operatore successivo della catena o al cliente nel momento giusto, nel luogo giusto ed esattamente nella quantità desiderata, dipende dal sistema logistico che opera “dietro le quinte” dell’impresa. A tal proposito non è corretto considerare l’impresa come un’entità isolata ed indipendente, quindi occorre assumere una diversa prospettiva, che faccia riferimento al concetto di “impresa estesa”, non ricercando l’efficacia e l’efficienza a livello di singolo attore, bensì avendo come riferimento l’intera supply chain (letteralmente “catena della fornitura”). Con specifico riferimento al sistema agroalimentare, il maggior livello di integrazione verticale tra gli operatori giova in particolare al settore agricolo che, in tal modo, partecipa anche ai processi di trasformazione e commercializzazione dei prodotti. In altri termini, le imprese agricole riescono ad acquisire un potere di mercato superiore all'interno del canale distributivo, integrandosi in specie a valle, ciò nella concezione che le stesse imprese agricole siano capaci di essere attori dell’ intera catena del valore. Quindi è evidente che sussistono degli spazi di collegamento tra settori produttivi diversi, non alternativi ma complementari, connessi fra loro per linee trasversali o verticali. Quanto appena affermato si riscontra nel distretto industriale di Nocera Inferiore dove la filiera Agroalimentare comprende imprese appartenenti a diversi comparti economici che interagiscono tra loro nelle varie fasi del processo produttivo. Oltre ad aziende agricole e dell’industria alimentare troviamo, infatti, imprese di altri comparti che operano come fornitori di beni strumentali e materie prime impiegate nella produzione. Quello che è da valutare è che la filiera opera secondo un processo virtuoso.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Marcello Celentano Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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