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La Balanced Scorecard negli enti locali

studio dell’evoluzione della funzione di programmazione e controllo nella Pubblica Amministrazione, partendo dalla definizione di “azienda comune” fino ad arrivare all’applicazione della Balanced Scorecard quale strumento direzionale a supporto delle decisioni degli organi politici.
Nel nuovo modello di Pubblica Amministrazione il comportamento amministrativo non è più visto come una mera applicazione di leggi e regolamenti, ma segue una logica più complessa che, pur tenendo conto della normativa vigente, focalizza l’attenzione sugli aspetti strategici, organizzativi e gestionali.
I cambiamenti in atto all’interno della Pubblica Amministrazione in generale, e degli Enti Locali in particolare, seppur necessari, pongono problemi che vanno affrontati in termini gestionali, organizzativi e, soprattutto, culturali. L’introduzione di modelli di gestione manageriale, il cambiamento dei valori guida dell’agire amministrativo, il continuo mutamento dei rapporti di forza tra componente politica e componente gestionale richiedono agli Enti una nuova capacità di pianificazione e controllo strategico.
Per migliorare i risultati del settore pubblico un numero sempre maggiore di organizzazioni nel mondo sta adottando la Balanced Scorecard o comunque qualche sistema di gestione strategica (o solo di misurazione) della performance. Nell’ultimo periodo, anche in Italia è aumentata la sensibilità sull’argomento e si iniziano a vedere le prime applicazioni.
La Balanced Scorecard è uno strumento per la gestione strategica della performance che è stato pensato per le aziende orientate al profitto. Quindi se si vuole applicarlo al settore pubblico è necessario adottare opportune modifiche per adattarlo a quelle che sono le esigenze della pubblica amministrazione. Di fatto, soprattutto nel mondo anglosassone, ma anche in quello scandinavo, sono state proposte ed applicate con successo alcune modifiche in tal senso.

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6 CAPITOLO PRIMO LA PROGRAMMAZIONE ED IL CONTROLLO DEGLI ENTI LOCALI 1.1 L’AZIENDA COMUNE Il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo. La definizione ed il ruolo del comune, espressi dal secondo comma dell’art. 2 della legge n. 142/1990, inquadrano la funzione dell’istituzione che è posta al servizio della comunità, per rappresentarla nelle sue aspirazioni, esigenze e bisogni complessivi, per curarne gli interessi e promuoverne lo sviluppo. Il Comune, l’ente locale dei gruppi territoriali per eccellenza, esiste ed opera con il fine di assicurare a tutti i membri della collettività, dunque a tutti i cittadini, il soddisfacimento di bisogni che si ritiene indispensabile garantire nell’interesse generale (istruzione, salute, assistenza sociale, ecc...) e che proprio per la loro rilevanza non possono essere lasciati alle regole del libero mercato. Il Comune (o l’azienda comune) è molto diverso dalle altre tipologie di impresa, a differenza delle imprese private, l’accrescimento di valore o la sua creazione si manifestano mediante la qualità dei servizi offerti ai cittadini poiché la qualità del servizio pubblico è portatrice di maggior benessere per la collettività. Per questo motivo, il benessere della collettività su un determinato territorio è considerato un indice, una misura della sua ricchezza. Infatti, se un determinato territorio è coperto da un servizio di qualità che soddisfa adeguatamente la domanda vuol dire che vi è un livello di soddisfazione tale da poter essere considerata una misura del benessere collettivo. Le aziende, dunque, nel loro complesso permettono agli individui di soddisfare direttamente (con una attività di consumo) o indirettamente (con una attività di produzione) un bisogno. Le aziende acquisiscono fattori che poi

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Claudio De Simone Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.