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Comportamento ambientale dei diserbanti utilizzati in risaia

Informazioni tesi

  Autore: Dario Astori
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Aldo Ferrero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

L’agricoltura di tipo intensivo, mira a massimizzare le rese produttive delle colture facendo ampio ricorso, tra le altre cose, all’uso di fertilizzanti e di agrofarmaci. Proprio questi ultimi possono, in determinate circostanze, arrecare ingenti danni all’ambiente circostante a seguito del loro allontanamento dall’area del trattamento.
La sperimentazione condotta ha avuto l’obiettivo di studiare nel triennio 2007-2009 il destino ambientale dell’oxadiazon un erbicida di pre-semina, impiegato su gran parte della superficie a riso italiana, per il controllo delle infestanti Pontederiacee.
Lo studio ha previsto la realizzazione di tre parcelle di 1840 m2 gestite nel seguente modo:
- Lavorazione autunnale del terreno e semina della coltura su risaia sommersa (AUT)
- Apporto di liquami, aratura autunnale e semina su risaia sommersa (LIQ)
- Aratura primaverile del suolo e semina su risaia asciutta (ASC)
Il monitoraggio è stato eseguito prelevando all’interno di ogni camera sia campioni di suolo che campioni di acqua di sommersione per ogni data di campionamento. Nei tre anni considerati la concentrazione di oxadiazon riscontrata nelle acque di sommersione delle parcelle AUT e LIQ, ha dimostrato di ridursi rapidamente nel corso dei primi giorni successivi al trattamento. Nella parcella ASC, dove la ritardata sommersione della parcella ha consentito di prelevare dei campioni di acqua solo dopo circa 40 giorni dall’esecuzione del trattamento erbicida, è stata riscontrata una maggior concentrazione di erbicida nell’acqua rispetto alle altre parcelle AUT e LIQ, alla stessa epoca di campionamento. Nello studio è stato possibile osservare che nei primi 2 giorni dopo il trattamento nelle parcelle AUT e LIQ si è determinata una significativa mobilizzazione dell’oxadiazon dalle zone più vicine alle bocchette di ingresso dell’acqua, a quelle localizzate in corrispondenza delle bocchette d’uscita, evidenziando un sensibile rischio di contaminazione della rete irrigua nei primi giorni dopo il trattamento. Il monitoraggio sulle acque in ingresso è stato eseguito, nei primi due anni di sperimentazione, solo in occasione dei prelievi di acqua di sommersione, mentre nel 2009 ha riguardato campioni prelevati con cadenza quotidiana durante i primi 64 giorni dopo il trattamento.
Le analisi effettuate sui campioni di suolo prelevati un giorno prima del trattamento erbicida hanno fatto registrare una significativa presenza di residui dell’erbicida derivanti dal trattamento realizzato nella precedente stagione colturale. In particolare, nella parcella ASC, la concentrazione di oxadiazon riscontrata nel suolo è risultata, nel triennio, mediamente del 50% superiore rispetto a quella rilevata nelle parcella AUT e LIQ. La ritardata immissione dell’acqua nella parcella ASC ha verosimilmente determinato una ridotta mobilizzazione della molecola sia nelle acque di sommersione che lungo il profilo del suolo, determinando un maggior accumulo della molecola erbicida nei primi strati di suolo.

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1 1 Destino ambientale dei diserbanti Una volta rilasciati nell ambiente i diserbanti, come in generale tutti gli agrofarmaci vanno incontro a diversi fenomeni di degradazione e di trasporto. La degradazione si verifica attraverso la trasformazione della molecola originaria in composti a struttura molecolare via via piø semplice sino alla formazione di anidride carbonica, acqua e sali minerali (Vicari et al.,. 2001). Per contro i fenomeni di trasporto mantengono invariata la struttura molecolare del principio attivo, ma ne riducono l efficacia attraverso il suo allontanamento fisico dalla superficie del suolo o dalla soluzione circolante. L efficacia del trattamento erbicida pu altres essere ridotta per immobilizza zione del principio attivo a seguito di fenomeni di adsorbimento sulla superficie colloidale del suolo o per effetto della compartimentazione all interno delle piante o dei vegetali. Indipendentemente dal tipo di azione cui sono sottoposti i principi attivi, una corretta comprensione delle interazioni suolo-erbcida Ł importante per poterne prevedere l efficacia sugli organismi bersaglio e al tempo stesso ridurne gli effetti negatvi sull ambiente. (Thomas et al., 2002) L applicazione diretta degli erbicidi sul suolo avviene solamente nei trattamenti di pre- emergenza o di pre-trapianto, anche se una certa quota di principi attivo pu raggiungere la superficie del terreno anche in seguito ai trattamenti effettuati sulla vegetazione in post- emergenza. Il momento di esecuzione di questi trattamenti varia notevolmente in base al ciclo biologico della coltura, infatti, la quasi totalit della superficie investita a cereali vernini in Italia Ł trattata in post emergenza mentre per il mais la tecnica piø diffusa Ł il trattamento in pre-emergenza con un eventuale intervento complementare in post- emergenza. (Ferrero 2008). L efficacia di questi trattamenti Ł fortemente condizionata dal tenore di umidit del suolo e dalla modalit di app licazione. Gli erbicidi incorporati negli strati superficiali del terreno risultano, in genere, immediatamente attivi nei confronti delle specie in via di germinazione e, solitamente, non necessitano precipitazioni piovose per esercitare il proprio effetto. All opposto, negli erbicidi distribuiti sulla superficie del suolo, l efficacia del trattamento Ł strettamente legata al tenore di umidit del terreno ed all entit delle precipitazioni piovose. Un altro parametro essenziale al fine dell efficacia del trattamento erbicida Ł la sua concentrazione nei primi strati di terreno, poichØ la maggior parte delle infestanti annuali si origina dai semi presenti nei primi due centimetri di suolo (Thomas et al.,. 2002). Il comportamento nell ambiente di un erbicida Ł influenzato dalla persistenza del principio attivo stesso, che deve essere sufficientemente lunga da garantire un efficace controllo

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Parole chiave

ambiente
diserbo
oxadiazon
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