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Le parti del discorso in cinese: analisi di alcuni aspetti

Questo lavoro esamina lo sviluppo della linguistica cinese; dopo una breve introduzione, il primo capitolo espone una panoramica delle conoscenze linguistiche che avevano gli eruditi cinesi e di quelle a cui invece arrivarono i missionari occidentali. Il secondo capitolo si sofferma su alcuni aspetti grammaticali della lingua cinese che hanno le loro basi in alcuni concetti filosofici come quello di yin e yang; esamina poi delle caratteristiche salienti del putonghua che ne rendono difficoltosa l'analisi da un punto di vista "occidentale", arrivando poi alla trattazione delle parti del discorso.
Il terzo capitolo è frutto dell'esame compiuto dal linguista Walter Bisang sul cinese tardo-arcaico e sulla precategorialità delle sue categorie lessicali. La conclusione apre uno scorcio sulle tendenze linguistiche recenti citando Martin Haspelmath, il quale si domanda quale dovrebbe essere l'obiettivo degli studi contemporanei.

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3 Introduzione Il cinese è generalmente classificato come appartenente alla famiglia delle lingue Sino-Tibetane. Questa famiglia si suddivide in due grandi gruppi, cioè quello cinese e quello tibeto- birmano (da qui anche il nome): essi compredono circa 250 lingue parlate in Asia orientale, sud- est asiatico e Asia meridionale. Queste lingue si sono notevolmente differenziate l’una dall’altra nel corso dei secoli al punto da risultare reciprocamente incomprensibili come il birmano, il tibetano, il cinese, eccetera. Ci sono molte dispute tra gli studiosi nel considerare quali idiomi facciano effettivamente parte di questa famiglia, alcuni hanno messo in discussione anche l’effettiva apparteneza del cinese ad essa. Lo studio comparativo tra queste lingue è molto complesso a causa della sostanziale mancanza di morfologia flessiva che caratterizza molte di esse.1 L’analisi del cinese da parte di un occidentale pone molti quesiti che spesso dipendono dalla notevole differenza che intercorre tra le famiglie di appartenenza. Anche gli studiosi cinesi trovano frequentemente difficoltà nella descrizione della loro lingua. La periodizzazione del cinese è la prima questione dibattuta, non tanto per quanto riguarda gli sviluppi più recenti, ma piuttosto per quanto concerne le fasi più remote della lingua, le quali si estendono notevolmente nel tempo e rendono perciò problematica una descrizione appropriata. Durante il secolo scorso, i linguisti hanno individuato i seguenti periodi: - cinese antico (上古汉语 2 shànggǔ hànyǔ), dalle prime attestazioni rinvenute su gusci di tartaruga e ossa di bovino usate a scopo divinatorio fino al terzo secolo d.C.; 1 Per maggiori approfondimenti, vedi Thurgood, Graham and Randy J. LaPolla, Sino-Tibetan Languages, 2003. 2 Tutti i caratteri presenti in questo lavoro sono scritti in cinese semplificato.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Rossella Gramegna Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2094 click dal 07/07/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.