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L'incontro con l'Altro - Giovani viaggiatori in Burkina Faso

Dai viaggi in Burkina Faso e in Africa in generale possono scaturire molte esternalità positive. Attraverso l’interazione tra viaggiatori e comunità ospitanti, vi è la possibilità di aprire le menti e diminuire gli stereotipi. Aumentando la conoscenza dell’Altro si possono neutralizzare comportamenti, come il razzismo e l’etnocentrismo, derivanti principalmente dall’ignoranza. I viaggi possono creare reti di conoscenze e contatti per sviluppare davvero un partenariato mondiale (MDG) utile a tutti, ma solamente se intrapresi con coscienza e discernimento, dopo un’adeguata preparazione e formazione, con uno spirito aperto alla conoscenza e alle novità, gli occhi sempre aperti e la mente libera da stereotipi.

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Autore Ilaria Capra Introduzione 4 INTRODUZIONE "Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare." (Albert Einstein) L’Africa comprende un insieme di situazioni molto diverse tra loro, che a causa di un’eccessiva semplificazione vengono spesso ridotte ad un’unica realt{. Bisogna considerare che è un continente che misura 30.227.467 kmq, cioè tre volte l’Europa. Se valutiamo la distanza geografica e culturale che separa l’Italia dalla Svezia, dobbiamo moltiplicarla almeno per tre se parliamo di Sudan e Angola: molto più grandi e distanti tra loro. È quindi solo per praticità e scorrevolezza che nella prima parte mi riferirò alla totalità dei paesi africani e che chiamerò “africani” i ragazzi di Benin, Mali e Burkina Faso, in contrapposizione agli “europei” francesi, spagnoli e italiani. Consci del fatto che l’etnocentrismo di senso comune (BARBÉ 2007) è spesso inconsapevole e contagia individui di ogni condizione culturale, economica e sociale, in questo studio lo si utilizza come strumento per studiare le interazioni tra il “noi” e “l’Altro” in questione. Si pensa che l’etnocentrismo sia un ostacolo alla cooperazione e alla comunicazione tra i popoli, e nella società odierna, grazie all’espansione dei mezzi di comunicazione e di mobilit{ e alla facilit{ di ottenere informazioni su persone che vivono molto lontane da noi, non è più ammissibile che venga subìto passivamente come in passato. Perciò ci si propone di “smascherare” le visioni etnocentriche che intervengono non solo nelle relazioni interculturali, ma anche nella decisione di partire per il Burkina Faso e possono influenzare la buona riuscita del viaggio. Quando si viaggia in paesi lontani si è portatori della propria cultura consumistica, e si dà l’impressione che i beni materiali e i servizi rendano felici, tanto da convincerne altri popoli (se lo si fosse davvero, avremmo bisogno di scappare periodicamente per fare una vacanza?). In questo studio si vuole dimostrare che portare o mandare dei giovani viaggiatori in Africa è più complesso di quanto possa sembrare in un primo momento, e non tanto per le difficoltà climatico-sanitarie quanto per quelle socio- culturali. Ci si concentrerà in particolare sui viaggiatori in Burkina Faso, un Paese dell’Africa occidentale considerato nelle classifiche economiche ufficiali tra i cinque più poveri del mondo (PNUD 2007).

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Ilaria Capra Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1751 click dal 15/04/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.