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Derrida lettore di Mallarmé

Questa tesi discute la possibilità di un collegamento tra alcuni dei punti salienti del pensiero filosofico di Jacques Derrida e la poesia di Stephane Mallarmé.
L’analisi del rapporto tra i due autori segue l’approccio derridiano alla poesia di Mallarmé, quindi affronta il testo poetico sulla scorta delle nozioni filosofiche di differenza, scrittura, disseminazione e decostruzione con l’obiettivo di mettere in luce il valore non esclusivamente letterario della poesia di Mallarmé, di cui si evidenzia la portata filosofica che ne struttura la testualità e ne determina gli effetti.
Precisamente, l’accostarsi di Derrida a Mallarmé riflette un interesse sostanzialmente filosofico, che si sviluppa in relazione alla possibilità di rintracciare nella scrittura mallarmeana l’azione dei concetti fondativi della sua speculazione filosofica.
Ciò non significa che il filosofo francese cerchi semplicemente un esempio o una conferma degli esiti della propria riflessione: al contrario, la pagina di Mallarmé viene considerata come vera e propria pratica filosofica di scrittura, che, eccedendo la categoria del ‘letterario’, si determina come svolgimento di un pensiero.
In questa direzione, il testo mallarmeano si connota ‘derridianamente’ come dinamica scritturale abitata dalla differenza, capace di mettere in evidenza gli aspetti critici della tradizione filosofica, senza lasciarsi esaurire dalla critica letteraria che da essa deriva, secondo un atteggiamento decostruttivo in azione nella scrittura stessa.
Alla luce di queste riflessioni, l’operazione derridiana di lettura della poesia mallarmeana prescinde consapevolmente dal tentativo di un’analisi esegetica o di un commento critico del testo poetico, poiché rintraccia in esso una prospettiva filosofica che mette in discussione la possibilità stessa di questi approcci alla letteratura.
Negando la pretesa di un’interpretazione attribuita al testo dalla critica letteraria, Derrida considera l’opera di Mallarmé esclusivamente dall’interno, a partire dalle sue istanze testuali, ricostruendo “una catena in movimento, gli effetti di una rete e il gioco di una sintassi”1.
Con queste coordinate, la pagina poetica si configura come scena di scrittura, luogo di esposizione della differenza, e rivela al suo interno l’azione della disseminazione, concetto con cui il filosofo francese descrive la situazione di indecidibilità e dispersione del senso, che caratterizza il testo di Mallarmé e ne organizza la consapevole indeterminatezza della dimensione semantica.
Dal punto di vista strutturale, la tesi si articola in tre parti.
Il primo capitolo comprende un excursus del pensiero filosofico di Jacques Derrida, funzionale ad individuare i concetti chiave con cui il filosofo si attrezza per procedere all’analisi della poesia di Mallarmé.
Il secondo capitolo cerca di fare luce sulla concezione derridiana di letteratura e argomenta la sua posizione rispetto alla critica letteraria con l’approfondimento (e la decostruzione) dei modelli ermeneutici proposti dalla critica strutturalista, tematica e psicanalitica, concludendosi con la presentazione del progetto di lettura della pagina mallarmeana elaborato dal pensatore francese.
La terza e ultima parte si sforza di mettere a frutto le suggestioni emerse dai capitoli precedenti, entrando nel vivo dell’analisi svolta da Derrida dell’opera di Mallarmé e dimostrando l’agire nella pagina poetica dei concetti filosofici precedentemente individuati.

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1 INTRODUZIONE Questa tesi si propone di discutere la possibilità di un collegamento tra alcuni dei punti salienti del pensiero filosofico di Jacques Derrida e la poesia di Stephane Mallarmé, partendo dall’interesse dimostrato da Derrida stesso per la poesia mallarmeana, rintracciabile in vari luoghi della sua produzione (i saggi “Mallarmé” e “La double séance”, l’intervista “Après-coup” con Maurizio Ferraris). L’analisi del rapporto tra i due autori segue l’approccio derridiano alla poesia di Mallarmé, di conseguenza esclude la via del commento o dell’esegesi del testo poetico per evidenziare, invece, lo spessore filosofico della pagina di Mallarmé, intesa come “scrittura” in senso derridiano, quale luogo della differenza. Questa lettura scardina l’approccio tematico di analisi dei temi fondamentali della poesia mallarmeana, per dare rilevanza al testo, con le sue spaziature e le sue pieghe, nell’indecidibilità del suo significato, evitando, quindi, di comprimerlo e ridurlo al suo tema significante, nel tentativo di cercare un senso totale al di là delle istanze testuali. In questa prospettiva, che presuppone la poesia di Mallamé come esempio del concetto derridiano di “scrittura”, emergono nell’opera mallarmeana gli elementi del pensiero filosofico di Derrida: i concetti di scrittura, differenza, decostruzione, che in rapporto alla poesia elaborano una particolare concezione di mimesi, senso, linguaggio poetico e critica. La tesi si divide in tre capitoli. Il primo illustra i punti più rilevanti del pensiero derridiano, selezionati in relazione all’argomento qui trattato, escludendo la trattazione inerente alla psicanalisi e alla linguistica e privilegiando i testi scritti negli anni ’60 e ’70; più specificamente è preso in considerazione il concetto di differenza, elaborato in relazione alla critica derridiana alla

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Annalisa Caserini Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2819 click dal 16/04/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.