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Hillary Rodham Clinton: l'importanza di essere prime

Il presente elaborato ricostruisce la biografia di Hillary Rodham Clinton per un periodo compreso tra il 1947, anno di nascita, e il 2008, conclusione dell’esperienza senatoriale e alba della corsa alla presidenza.

Osservando i due candidati alla nomination democratica, non potevano certo passare inosservate le peculiarità che li hanno distinti dai predecessori: nero l’uno e donna l’altra. Eppure, Barack Obama è riuscito a «bucare» il recinto del colore della pelle allargando la propria base di consenso a giovani e donne bianchi. La Clinton, invece, pur avvalendosi di una macchina elettorale perfettamente oleata, di un programma da lungo tempo pianificato con libri, l’elezione al Senato e una posizione sulla guerra in Iraq degna di uno statista, non è riuscita a svincolarsi dalla propria identità di genere.

La risposta al fallimento di una campagna che sembrava votata alla vittoria passa dunque attraverso trent’anni di esperienza politica a diversi livelli, attraverso battaglie e scandali, discorsi infuocati e silenzi strategici che hanno reso Hillary Rodham Clinton una figura che, al di là del credo politico, non può passare inosservata.

La ricerca è stata condotta attraverso il confronto fra tre biografie. La prima, “A Woman in charge, the life of Hillary Rodham Clinton” è un’opera del giornalista del Washington Post Carl Bernstein il quale, grazie a un’analisi lucida e meticolosa, invita il lettore a scovare tra le pieghe degli avvenimenti storici una risposta alla spinosa domanda su quale sia la vera identità della Clinton. Lo stesso quesito anima, poi, la ricerca di Jeff Gerth e Don Van Natta Jr. che, con “Her Way”, svelano i misteri di un’ascesa politica legata ad un progetto dettagliato in cui nulla è stato lasciato al caso. Infine, certamente più spietato, è “The Extreme Makeover of Hillary (Rodham) Clinton” con cui Bay Buchanan si propone di svelare passo passo la presunta ipocrisia di un personaggio politico costruito ad hoc.

Naturalmente, tuttavia, buona parte delle riflessioni personali dell’elaborato derivano dal confronto di queste opere con l’autobiografia “Living History” che, più che per l’aspetto contenutistico, si è rivelata un ottimo strumento di analisi per comprendere il controverso rapporto tra la Clinton e la realtà storica dei fatti. A completamento della ricerca, poi, numerosi sono i riferimenti a specifici articoli di giornale ritrovati grazie all’ausilio del web e delle dettagliate bibliografie che completano le tre opere.

Il lavoro segue, naturalmente, un criterio cronologico e si articola in quattro capitoli. Il primo, “Dalla culla all’Arkansas”, ripercorre il brillante percorso scolastico di Hillary Clinton, i primi passi nel mondo della politica e la carriera legale fino all’esperienza come First Lady dell’Arkansas: trent’anni che hanno visto crescere una donna che, in Bill Clinton, sembra aver trovato il proprio naturale completamento.

Nel secondo capitolo, “Il caso Whitewater: the only dumb thing we ever did” si racconta, invece, l’evoluzione di uno scandalo controverso che ha accompagnato e condizionato la carriera dei Clinton dai primi anni ’80 fino alle porte del 2000 in un altalenante avvicendarsi di sospetti e coincidenze, accuse ed evidenti stumentalizzazioni politiche.

Con il titolo “Non esiste un manuale per essere First Ladies” il terzo capitolo della tesi si propone, poi, di evidenziare le difficoltà di Hillary nel ricoprire discretamente il ruolo di political wife e, ricostruendo l’esperienza alla casa Bianca durante i due mandati, riserva particolare attenzione al ridimensionamento del ruolo della Clinton dopo il fallimento dell’Health Care Plan.

Infine, il quarto ed ultimo capitolo, “Senatrice per lo Stato di New York”, si concentra sull’anomala e strategica reazione dell’allora First Lady al caso Lewinski nonchè sull’esperienza in Senato dove, ancora una volta, una nuova Hillary ha cavalcato le vette della politica Americana spostandosi verso il centro proprio in un momento in cui forze molto potenti spingevano il suo partito verso sinistra.

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INTRODUZIONE Il presente elaborato ricostruisce la biografia di Hillary Rodham Clinton per un periodo compreso tra il 1947, anno di nascita, e il 2008, conclusione dell’esperienza senatoriale e alba della corsa alla presidenza. Osservando i due candidati alla nomination democratica, non potevano certo passare inosservate le peculiarità che li hanno distinti dai predecessori: nero l’uno e donna l’altra. Eppure, Barack Obama è riuscito a «bucare» il recinto del colore della pelle allargando la propria base di consenso a giovani e donne bianchi. La Clinton, invece, pur avvalendosi di una macchina elettorale perfettamente oleata, di un programma da lungo tempo pianificato con libri, l’elezione al Senato e una posizione sulla guerra in Iraq degna di uno statista, non è riuscita a svincolarsi dalla propria identità di genere. La risposta al fallimento di una campagna che sembrava votata alla vittoria passa dunque attraverso trent’anni di esperienza politica a diversi livelli, attraverso battaglie e scandali, discorsi infuocati e silenzi strategici che hanno reso Hillary Rodham Clinton una figura che, al di là del credo politico, non può passare inosservata. La ricerca è stata condotta attraverso il confronto fra tre biografie. La prima, “A Woman in charge, the life of Hillary Rodham Clinton” è un’opera del giornalista del Washington Post Carl Bernstein il quale, grazie a un’analisi lucida e meticolosa, invita il lettore a scovare tra le pieghe degli avvenimenti storici una risposta alla spinosa domanda su quale sia la vera identità della Clinton. Lo stesso quesito anima, poi, la ricerca di Jeff Gerth e Don Van Natta Jr. che, con “Her Way”, svelano i misteri di un’ascesa politica legata ad un progetto dettagliato in cui nulla è stato lasciato al caso. Infine, certamente più spietato, è “The Extreme Makeover of Hillary (Rodham) Clinton” con cui Bay Buchanan si propone di svelare passo passo la presunta ipocrisia di un personaggio politico costruito ad hoc. Naturalmente, tuttavia, buona parte delle riflessioni personali dell’elaborato derivano dal confronto di queste opere con l’autobiografia “Living History” che, più che per l’aspetto contenutistico, si è rivelata un ottimo strumento di analisi per comprendere il controverso rapporto tra la Clinton e la realtà storica dei fatti. A completamento della ricerca, poi, numerosi sono i riferimenti a specifici 5

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giulia Novajra Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6171 click dal 20/04/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.