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Alternative Investment Market (AIM Italia). Confronti e prospettive.

Le piccole e medie imprese (PMI) hanno un ruolo molto importante all’interno dell’economia italiana ed europea, sebbene le stesse risentano oggi più che mai di una struttura patrimoniale sottocapitalizzata e sbilanciata verso l’indebitamento a breve. Tali caratteristiche rappresentano un freno alla crescita ed allo sviluppo che non può più essere sostenuto, in modo equilibrato e senza rischi eccessivi, facendo ricorso all’indebitamento bancario. Lo sviluppo del mercato azionario diventa quindi condizione necessaria per consentire alle imprese di utilizzare strumenti idonei a finanziare la crescita. Borsa Italiana, nella ricerca ad una risposta a questi problemi ed alla crisi dei mercati finanziari che stiamo vivendo, si è ristrutturata dando maggiore identità ai diversi rami del listino ed ampliando soprattutto l’offerta per le cosiddette società Small Cap. Nasce così, sul modello del già noto esperimento inglese, l’Alternative Investment Market italiano. AIM Italia è un mercato dedicato alle PMI e caratterizzato da requisiti di ammissione più semplici, perché calibrati specificatamente sulle imprese di minori dimensioni, e da un processo di quotazione più agile, anche in termini di costi, con cui si vuole perseguire le finalità di dare un impulso alle IPO delle piccole e medie imprese ed agevolare quelle società ad alto potenziale di crescita che intendono avvicinarsi in modo graduale al mercato finanziario. Il presente lavoro intende dunque esporre e valutare le nuove opportunità e caratteristiche offerte dal mercato AIM Italia, analizzandone inoltre i possibili trend di sviluppo futuri ed effettuando un confronto con gli altri segmenti gestiti da Borsa Italiana, in particolare con il Mercato Alternativo del Capitale (MAC). A titolo di esempio pratico viene infine proposto ed analizzato il caso del primo player quotato sul listino: la società di investimento IKF S.p.A.

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5 | Pagina Capitolo 1 – Il mercato azionario italiano per le PMI 1.1 – Cenni storici ed evoluzione dell’importanza del mercato azionario in Italia 1 La storia dei mercati azionari degli ultimi undici anni (1998-2009) è stata indubbiamente dominata dall’andamento della borsa americana, specchio della maggiore potenza industriale a livello mondiale. La sua influenza ha fortemente condizionato le performance dei mercati azionari dell’area euro più piccoli, più giovani e meno avanzati. Il loro vero sviluppo si colloca verso la metà degli anni Novanta grazie ad una serie di fattori, tra loro interconnessi, come la globalizzazione dei sistemi finanziari, l’innovazione tecnologica e l’introduzione dell’euro che hanno portato ad una sensibile riduzione dei tassi d’interesse e ad un conseguente spostamento dei risparmiatori dai titoli pubblici a forme di investimento più redditizie come l’investimento azionario. Verso la fine del XX secolo il mercato italiano si trovava molto arretrato rispetto agli altri paesi europei e ha rivestito un’importanza marginale fino al 1996, anno del recepimento della direttiva comunitaria sui servizi di investimento, quando si è avviato il processo di riorganizzazione e ammodernamento. Le cause dello scarso sviluppo del mercato azionario si possono identificare con la struttura proprietaria delle imprese italiane, articolata in gruppi che di fatto ha creato un mercato di finanziamento interno e ha impedito le scalate ostili, e dalla centralità delle banche nel nostro sistema finanziario. I pochi gruppi industriali italiani e le numerose piccole imprese familiari non consideravano la borsa quale possibile canale di finanziamento alternativo al credito bancario per timore di perdere il controllo della società. Se a questo si aggiungono la tardiva istituzione e limitata presenza investitori istituzionali e lo scarso interesse delle famiglie italiane per l’investimento azionario attratte piuttosto da alti rendimenti offerti da titoli di stato e dal loro favorevole trattamento fiscale si delinea quadro completo dei fattori che hanno rallentato la trasformazione della nostra borsa in un mercato moderno. Anche l’Italia però, seppur con il consueto ritardo, è stata interessata dal maggior peso assunto dalle attività finanziarie rispetto alle attività reali che a fine anni ’90 ne hanno trasformato profondamente il sistema finanziario ed in particolare il mercato azionario. Negli anni successivi la sua evoluzione ha seguito al pari delle altre borse le vicende economiche politiche e finanziarie sia domestiche sia internazionali fino al 2007 quando sono sorte invece preoccupazioni verso l’esposizione di alcuni intermediari finanziari americani verso il segmento dei mutui ipotecari cosiddetti subprime. La crisi è scoppiata nell’estate dello stesso anno quando l’effetto combinato del progressivo rialzo dei tassi di 1 Patrizia Pia (2009), Il mercato azionario, Torino, Giappichelli

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Pietro Dentesano Contatta »

Composta da 42 pagine.

 

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