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I Figli del vento: storia e cultura degli zingari

La scelta degli zingari quale argomento di tesi nasce dal bisogno di approfondire le conoscenze su un argomento tanto attuale nello scenario socio-politico del nostro Paese quanto oscuro.
Ciò che si evince da pagine di quotidiani e periodici, dalla televisione e da blog su internet, ovvero da tutti i media a nostra disposizione, altro non sono che fiumi di pregiudizi su un popolo in realtà sconosciuto ai più.
Dal momento che sono convinta che dietro il pregiudizio ci sia sempre l’ignoranza a far da regista, in queste pagine vorrei portare alla luce gli aspetti più ignoti di quelli che vengono definiti Figli del vento, poiché solo dopo aver acquisito una visione globale su di un argomento, in tutti i suoi aspetti principali e non, è possibile iniziare a formulare giudizi.
Ma più che giudizi, che finora hanno portato a una situazione di stallo nel nostro Paese, penso che sia opportuno addentrarsi in una cultura diversa dalla nostra poiché, in ragione di essa, rappresenta un elemento per il nostro arricchimento culturale.
Credo che sia giunta l’ora (per quanto già tardi) di promuovere serie politiche di integrazione, in sostituzione delle inflazionate politiche di discriminazione che hanno portato l’uomo a imbruttirsi e a etichettare il diverso come invasore della propria casa, piuttosto che come un ospite dal quale trarre spunti di riflessione tramite il confronto con la sua storia e la sua cultura con la propria, senza trarne paragoni nell’ordine del giusto-sbagliato, buono-cattivo, ma solo nell’ottica di apprendere qualcosa di nuovo.
Questa tesi nasce dall’ideale che invece di odio si crei una convivenza pacifica, pietra angolare di chi si definisce cittadino di un Paese civile che, con anni e anni di pregiudizi e discriminazioni su un qualcosa che effettivamente ci è quasi del tutto sconosciuto, ha mostrato un deficit di civiltà.

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INTRODUZIONE La scelta degli zingari quale argomento di tesi nasce dal bisogno di approfondire le conoscenze su un argomento tanto attuale nello scenario socio-politico del nostro Paese quanto oscuro. Ciò che si evince da pagine di quotidiani e periodici, dalla televisione e da blog su internet, ovvero da tutti i media a nostra disposizione, altro non sono che fiumi di pregiudizi su un popolo in realtà sconosciuto ai più. Dal momento che sono convinta che dietro il pregiudizio ci sia sempre l’ignoranza a far da regista, in queste pagine vorrei portare alla luce gli aspetti più ignoti di quelli che vengono definiti Figli del vento, poiché solo dopo aver acquisito una visione globale su di un argomento, in tutti i suoi aspetti principali e non, è possibile iniziare a formulare giudizi. Ma più che giudizi, che finora hanno portato a una situazione di stallo nel nostro Paese, penso che sia opportuno addentrarsi in una cultura diversa dalla nostra poiché, in ragione di essa, rappresenta un elemento per il nostro arricchimento culturale. Credo che sia giunta l’ora (per quanto già tardi) di promuovere serie politiche di integrazione, in sostituzione delle inflazionate politiche di discriminazione che hanno portato l’uomo a imbruttirsi e a etichettare il diverso come invasore della propria casa, piuttosto che come un ospite dal quale trarre spunti di riflessione tramite il confronto con la sua storia e la sua cultura con la propria, senza trarne paragoni nell’ordine del giusto-sbagliato, buono-cattivo, ma solo nell’ottica di apprendere qualcosa di nuovo. Questa tesi nasce dall’ideale che invece di odio si crei una convivenza pacifica, pietra angolare di chi si definisce cittadino di un Paese civile che, con anni e anni di pregiudizi e discriminazioni su un qualcosa che effettivamente ci è quasi del tutto sconosciuto, ha mostrato un deficit di civiltà. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Lingua e Cultura Italiana

Autore: Milena Ferrante Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5367 click dal 30/04/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.