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Il Bunraku nel cinema giapponese: Dolls di Kitano

Il lavoro si propone di analizzare le quattro forme principali di teatro in Giappone, con particolare riferimento al bunraku, antichissima arte che fonde lo spettacolo dei burattini alla musica e alla narrazione drammatica, e al modo in cui negli ultimi anni questo genere teatrale è stato scoperto dall’Occidente, soprattutto a seguito del successo e della conseguente diffusione del film Dolls di Takeshi Kitano, versatile regista nipponico che nel corso dell’ultimo decennio ha avuto modo di farsi apprezzare dal pubblico internazionale.

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3 Prefazione Il lavoro si propone di analizzare le quattro forme principali di teatro in Giappone, con particolare riferimento al bunraku, antichissima arte che fonde lo spettacolo dei burattini alla musica e alla narrazione drammatica, e al modo in cui negli ultimi anni questo genere teatrale è stato scoperto dall’Occidente, soprattutto a seguito del successo e della conseguente diffusione del film Dolls di Takeshi Kitano, versatile regista nipponico che nel corso dell’ultimo decennio ha avuto modo di farsi apprezzare dal pubblico internazionale. Lo studio prende spunto dal profondo interesse suscitato dall’ argomento e soprattutto dalla posizione assolutamente unica che la pellicola occupa all’interno della filmografia di Kitano, poiché assai differente dalla rimanente produzione per stile, realizzazione e argomenti affrontati. La particolarità della cultura giapponese risulta spesso di difficile comprensione per un occidentale; particolarmente oscuri rimangono i numerosi elementi iconografici, portatori per un orientale di molteplici significati. Nel tentativo di spiegare cosa sia stato ed è ancora oggi il bunraku, nel primo capitolo è presentata un’introduzione al teatro più in generale, nella fattispecie un’analisi delle varie forme ritualistiche che in Giappone hanno anticipato la nascita del teatro vero e proprio nell’accezione in cui lo si intende oggi, cioè nel verificarsi dell’interazione tra pubblico e palcoscenico. La trattazione delle forme pre - teatrali anticipa dunque quella degli altri tre generi drammatici, il no, il kabuki e il kyogen, per entrare poi così nello specifico dell’arte dei burattini, assai diversa rispetto a quella conosciuta in Occidente, in particolare per l’assenza dell’illusione scenica e la presenza sul palco degli stessi manovratori.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Bologna Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2041 click dal 07/05/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.