Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

I finanziamenti bancari alle medie imprese

La crisi iniziata nel 2007 ha colpito allo stesso tempo sia le grandi banche che le piccole imprese, mostrando la fragilità del sistema creditizio e finanziario. Si è assistito ad un credit-crunch che ha portato la questione del credito ad un tema centrale ancora irrisolto. L'analisi condotta mira ad indagare i criteri di concessione del credito da parte degli istituti di credito ad un insieme rappresentativo di imprese italiane spezzate per caratteristiche dimensionali e per settore di attività. La domanda di ricerca è indirizzata a capire se siano intervenute modifiche sostanziali nelle caratteristiche strutturali delle imprese nel periodo antecedente e post crisi. Il lavoro di tesi ha l'obiettivo di evidenziare le caratteristiche e le motivazioni aziendali che hanno maggiormente influenzato da un lato le scelte dell'alta direzione di ricorrere al debito bancario e dall'altro degli istituti bancari a concedere credito alle stesse. Per indagare le determinanti del debito bancario sono state prese in considerazione variabili esplicative della capitalizzazione, della solidità, della liquidità, della redditività e dell'efficienza aziendale.

Mostra/Nascondi contenuto.
Capitolo 1 Le medie imprese 1.1 L'ordinamento comunitario Nel Trattato di Roma del 19571 (Trattato CE)2 vengono posti in risalto i caratteri specifici delle PMI: la loro debolezza nei confronti delle imprese di maggiori dimensioni e il ruolo centrale che esse ricoprono nello sviluppo dell'economia continentale. Il primo aspetto, la debolezza, è messo in luce dalla particolare politica sociale, i cui obiettivi generali3 devono consentire azioni comunitarie (espresse attraverso le Direttive) che forniscano «le prescrizioni minime applicabili progressivamente, tenendo conto delle condizioni e delle normative tecniche esistenti in ciascuno stato membro. Tali direttive evitano di imporre vincoli amministrativi, finanziari e giuridici di natura tale da ostacolare la creazione e lo sviluppo di piccole e medie imprese» [art. 137 Trattato CE]. La centralità nell'economia europea viene menzionata all'art. 157, paragrafo 1, nel quale è prevista l'azione degli stati membri e della Comunità «affinché siano assicurate le condizioni necessarie alla competitività dell'industria» con l'obbligo teso «a promuovere un ambiente favorevole all'iniziativa ed allo sviluppo delle imprese di tutta la Comunità, segnatamente delle piccole e medie imprese». Tale ruolo centrale è ulteriormente ribadito e rafforzato dalla politica della ricerca e dello sviluppo tecnologico, le cui azioni devono essere rivolte ad incoraggiare (anche) le piccole e le 1 Trattato che istituisce la Comunità europea, GU C 224 del 31 agosto 1992. 2 Trattato che istituisce la Comunità europea (versione consolidata), 1997. 3 «La promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta la loro [dei lavoratori] parificazione nel progresso, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale , lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l'emarginazione» [art. 137 Trattato CE]. 11

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Ivan Lorenzon Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2537 click dal 03/05/2010.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.