Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Effetto della distribuzione delle colture erbacee nell'intorno dei siti di nidificazione della rondine, Hirundo rustica

Numerose specie di uccelli legate agli agro-ecosistemi europei hanno subito un netto calo nella consistenza delle loro popolazioni, a causa delle recenti variazioni nelle attività agricole e zootecniche. Poichè gli ambienti a cui queste specie sono legate sono ampiamente diffusi in Europa, questo declino demografico risulta preoccupante perché potrebbe determinare una rilevante perdita di biodiversità per il continente. La Rondine, Hirundo rustica, rientra nel novero delle specie in declino demografico in gran parte del continente europeo. Studi condotti in Italia a partire dall’anno 1999, ad esempio, hanno evidenziato un calo del 4,7% annuo nella popolazione di rondini. Questa specie, inoltre, essendo nota e apprezzata dalla maggior parte delle persone, è ritenuta una specie ‘carismatica’ per la conservazione della natura negli agro-ecosistemi.
Studi precedenti svolti su questa specie hanno dimostrato che le rondini prediligono, come luoghi per la nidificazione, le cascine con presenza di allevamento, e che foraggiano preferenzialmente sui prati e sulle colture erbacee in un’area molto ristretta attorno alla colonia, stimata in circa 400 m. Gli studi sinora condotti non hanno, tuttavia, evidenziato alcun effetto significativo dell’estensione delle colture attorno alla cascina sulla popolosità delle colonie. Il numero di rondini che è possibile osservare in foraggiamento decresce, però, in modo lineare allontanandosi dalla colonia. Pertanto è possibile ipotizzare che vi sia un effetto differenziale delle colture erbacee a seconda della distanza a cui esse sono posizionate rispetto alla colonia stessa, e che le rondini potrebbero prediligere, come luoghi per la riproduzione, le cascine con maggiore estensione delle colture erbacee vicino alle costruzioni rurali in cui nidificano.
Tale ipotesi è stata indagata rilevando sul campo nella primavera del 2008 i dati relativi all’estensione ed alla posizione delle colture erbacee, alla presenza di allevamento ed al numero di coppie nidificanti in 110 cascine situate nel Parco Regionale Adda Sud, ed analizzando, poi, tali dati congiuntamente a quelli rilevati su un campione di cascine variabile tra le 102 e le 170 per ciascun anno nel periodo 2000-2007. Questo studio, infatti, si inserisce in un programma di monitoraggio delle popolazioni di Rondine condotto a partire dal 1999 nel Parco Adda Sud con metodi standardizzati.
I dati così ottenuti sono stati analizzati tramite Modelli Lineari Generalizzati Misti in cui la cascina e l’anno sono stati inclusi come fattori random, mentre come predittori sono stati inclusi la proporzione di suolo con colture erbacee in due fasce attorno alla cascina (prima fascia: 0 – 200 m dalla cascina, seconda fascia: 200 – 400 m dalla cascina), un fattore indicante la presenza o l’assenza di allevamento e l’interazione tra tali variabili. I risultati ottenuti dimostrano che, nelle cascine senza allevamento, il numero delle coppie nidificanti aumenta all’aumentare dell’estensione delle colture erbacee entro 200 m di distanza dalla cascina, mentre non vi sono effetti significativi dell’estensione delle colture erbacee nella fascia tra i 200 m e i 400 m di distanza. Nelle cascine con allevamento, invece, non si ha variazione del numero di coppie in funzione dell’estensione delle colture in nessuna delle due fasce. L’effetto positivo sul numero di coppie nidificanti di una prima fascia occupata interamente da colture erbacee pare, inoltre, compensare l’effetto negativo dell’assenza di allevamento, ritenuto sinora il fattore principale nel determinare la popolosità delle colonie di Rondine. Analisi condotte tenendo anche conto dell’estensione complessiva delle colture erbacee e della loro distribuzione proporzionale nelle due fasce conferma che, a parità di estensione totale di colture erbacee, è vantaggioso per le rondini che esse siano nelle prima piuttosto che nella seconda fascia.
I risultati ottenuti confermano, quindi, le ipotesi formulate riguardo all’importanza delle colture erbacee e della loro disposizione attorno alle cascine nel determinare la popolosità delle colonie di rondine. Tale effetto non era stato riscontrato negli studi condotti precedentemente nella medesima area probabilmente perché l’estensione delle colture erbacee era stata indagata ad una scala spaziale errata. Tali risultati potrebbero anche avere risvolti importanti per la conservazione delle rondini, il cui calo demografico pare essere legato alla diminuzione dell’allevamento nell’area di studio. Se, infatti, alla dismissione dell’allevamento in una cascina corrispondesse un aumento dell’estensione delle colture erbacee entro 200 m dalla cascina stessa, allora l’effetto positivo sul numero di coppie della presenza di colture erbacee potrebbe compensare l’effetto negativo della cessazione dell’allevamento e rallentare, se non impedire, il declino della colonia.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE Le recenti variazioni nelle attività zootecniche e agricole europee, quali l’introduzione di pratiche agricole intensive e la dismissione delle pratiche tradizionali di allevamento, hanno portato numerose specie di uccelli legate agli ecosistemi agricoli ad un netto calo nella consistenza delle loro popolazioni (Møller, 1983; Marchant et al, 1990; Peteresen & Jacobsen, 1997). Tra le specie affette da marcati cali demografici vi sono , ad esempio, il Merlo, Turdus merula L., l’Allodola, Alauda arvensis L. e lo Storno, Sturnus vulgaris L. (Siriwardena et al., 1998). Il declino demografico di queste specie e della biodiversità legata alle aree agricole è, inoltre, estremamente preoccupante in Europa dove gli agro- ecosistemi sono ampiamente diffusi, rendendo necessari interventi atti a contrastare questi preoccupanti cali(Ambrosini et al., 2002). Nella programmazione di tali interventi di conservazione delle specie legate agli ecosistemi agricoli si deve considerare che le misure da utilizzare per ridurre la perdita di biodiversità non possono prevedere pratiche agricole e zootecniche eccessivamente costose per le aziende, tali, cioè da non essere economicamente sostenibili se non tramite massicci sussidi economici. La Rondine, Hirundo rustica, è inclusa nell’elenco delle specie che hanno subìto un declino demografico in Europa, dove le popolazioni hanno subito cali demografici fino al 50% rispetto al 1972, anno in cui sono state stimati circa 220 milioni di individui (Møller, 1989; Marchant et al., 1990; Tucker & Heat, 1994; Møller & Vantsteenwegen, 1997; Donald et al, 2006; Evans et al.,2007). Studi effettuati sulle popolazioni di Rondine svolti in Italia, hanno evidenziato che il declino locale potrebbe essere iniziato già a partire dall’anno 1993 (Ambrosini et al., 2002; N. Saino, dati non pubblicati).

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Naturali

Autore: Matteo Luigi Bosetti Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 576 click dal 04/05/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.