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Lo psicodramma classico: esercizio di creatività e di incontro con l'altro per la crescita personale

Informazioni tesi

  Autore: Maria Cristina Cois
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Vincenzo Bongiorno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

Con questo lavoro mi sono prefissa l’obiettivo di analizzare lo psicodramma classico o moreniano, fondato sui principi e sulla metodologia indicati da J. L. Moreno, non tanto come metodo per la cura dei disturbi psichici, ma piuttosto come strumento che l’uomo può utilizzare per migliorarsi ed evolversi, diventando creatore dei propri ruoli attraverso la liberazione della spontaneità e l’esercizio della creatività, nell’ambito dell’incontro con l’Altro.
La tesi è divisa in quattro capitoli. Nel primo capitolo si accenna ad alcune modalità di cura della sofferenza psichica, proprie dei secoli passati, che per alcuni aspetti ricordano lo psicodramma. Nel ricordare queste pratiche e le convinzioni a cui si riferivano si evidenziano somiglianze e differenze con il metodo psicodrammatico.
Viene poi presentata la storia della nascita dello psicodramma, ossia il cammino che portò Moreno all’ideazione dello psicodramma, presentando gli avvenimenti fondamentali della sua vita e dando rilievo soprattutto a quelli che lo portarono a sviluppare le concezioni da cui poi tale metodo ebbe origine. Ci si sofferma inoltre su quanto fece con i suoi più importanti collaboratori per il perfezionamento e la diffusione dello psicodramma negli Stati Uniti e nel mondo, sullo psicodramma analitico, lo psicodramma triadico ed il playback theatre, nati dall’unione dello psicodramma classico con altri importanti approcci psicoterapeutici.
Nel secondo capitolo si presentano i concetti fondamentali su cui poggia la pratica psicodrammatica, quali spontaneità, creatività e conserve culturali, ed il rapporto che deve esserci tra loro per il benessere e l’evoluzione dell’uomo. Analogamente, si esamina il concetto di tele, il suo rapporto con il transfert e l’empatia, che Moreno considerava componenti di esso, e il modo in cui questi tre fenomeni si distribuiscono nel corso della sessione psicodrammatica. L’esamina abbraccia la teoria del ruolo, i vari tipi di ruolo esistenti e il modo in cui essi si sviluppano, il concetto di catarsi, e il posto da essi occupato all’interno della pratica psicodrammatica.
Nel terzo capitolo si illustra la metodologia psicodrammatica, iniziando con una breve parte introduttiva in cui si descrivono i possibili tipi di gruppo coinvolti nello psicodramma e le regole fondamentali a cui bisogna attenersi nella definizione del contratto. Segue la presentazione della sessione psicodrammatica strutturata in tre fasi: il processo di riscaldamento, la rappresentazione scenica e la partecipazione finale dell’uditorio. Alla descrizione di quanto accade in ognuna di queste tre fasi segue la presentazione dei cinque elementi fondamentali dello psicodramma: il palcoscenico, il protagonista, il direttore, gli io ausiliari e l’uditorio, mentre nel terzo paragrafo sono descritte alcune fra le numerosissime tecniche psicodrammatiche esistenti spiegandone i motivi del loro impiego. Infine, in considerazione dell’importanza degli studi sociometrici per l’individuazione e la definizione del concetto di tele e delle tecniche sociometriche impiegate nella pratica psicodrammatica, qualche pagina è dedicata anche alla presentazione della sociometria.
Nel quarto capitolo, dopo la presentazione di due particolari modalità d’intervento derivanti dallo psicodramma classico, il sociodramma e il role playing, frequentemente impiegate soprattutto in ambito aziendale e scolastico, si cerca di analizzare il modo in cui lo psicodramma con i suoi presupposti teorici e le varie tecniche può essere utilizzato come strumento per l’evoluzione della persona. Si considera innanzitutto la possibilità di utilizzare lo psicodramma come strumento favorente lo sviluppo psicologico del bambino e dell’adolescente, ed in particolare le sue possibilità di applicazione nella scuola, prendendo in considerazione anche i problemi che con esso si possono presentare in soggetti di questa età. Il lavoro prosegue con l’analisi della possibilità di utilizzare lo psicodramma come strumento favorente l’evoluzione dell’adulto, presentandolo più precisamente come possibile mezzo da utilizzare per imparare ad affrontare le transizioni tipiche dell’età adulta rendendole vere occasioni di sviluppo e per affrontare situazioni dell’età adulta particolarmente delicate, quali ad esempio la situazione genitoriale e quella di handicap. Successivamente, si affronta il tema dell’applicazione dello psicodramma in ambito aziendale, come mezzo per sviluppare la capacità di rapportarsi in maniera flessibile ai propri ruoli lavorativi venendo incontro sia alle proprie esigenze che alle richieste del contesto in cui si opera, per riuscire a lavorare in gruppo, oggi sempre più indispensabile. Infine, si prendono in esame le possibilità d’impiego dello psicodramma da parte di coloro che lavorano nel settore educativo, i quali più degli altri, potrebbero trarre maggior giovamento dall’utilizzo di tale metodologia.

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Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea in Scienze dell'Educazione Lo psicodramma classico: esercizio di creatività e di incontro con l'altro per la crescita personale Relatore: Prof. Vincenzo Bongiorno Tesi di Laurea di: Maria Cristina Cois Anno accademico : 2003/04

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