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La riduzione del capitale sociale nella società per azioni

Il lavoro analizza l'istituto della riduzione del capitale sociale nelle società per azioni.
L'istituto viene studiato, non solo in ambito nazionale, ma anche, se pur non altrettanto dettagliatamente, a livello europeo (analizzando la Seconda Direttiva in materia societaria, 77/91/CE, sotto vari aspetti) e come disciplinato nel sistema giuridico francese.
Tale parallelismo mette in luce una sostanziale differenza che porta all'analisi di un ulteriore interessante problema che prende il nome di regola c.d. "ricapitalizza o liquida".

Nella prima parte dell'elaborato, è analizzato il concetto di capitale sociale, facendo cenno alle funzioni tradizionalmente attribuitegli ed al relativo dibattito che è nato e si è sviluppato attorno ad esso, in particolare sottolineando una sua perdita di centralità nel diritto societario fino ad auspicarne (alcuni autori) addirittura il totale abbandono.
Dopo tale sguardo critico l'attenzione è totalmente spostata sull'istituto della riduzione del capitale sociale, sia non motivata da perdite, sia per perdite, disciplinata rispettivamente dagli articoli 2445 e 2446 c.c.
In particolare la riduzione del capitale motivata da perdite, viene analizzata molto approfonditamente cercando di esporre ogni tipo di problematica connessa all'istituto: come la riduzione parziale di capitale, il problema della computabilità degli utili di periodo, l'azzeramento di capitale ed il caso di perdita negativa, la riduzione delegata.

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CAPITOLO I NOZIONE E FUNZIONI DEL CAPITALE SOCIALE 1. Nozione di capitale sociale 1.1. Capitale e patrimonio. Da un punto di vista economico è intuitivo che per funzionare un‘impresa ha bisogno di risorse, cioè di beni e diritti, senza i quali non sarebbe possibile lo svolgimento dell‘attività aziendale. Infatti, per poter intraprendere una qualunque attività di tipo economico, occorre dotarsi di mezzi finanziari, appunto di un capitale, entità che assume maggiore importanza tanto più consistente è l‘attività economica che viene esercitata. Da un punto di vista giuridico, il capitale sociale è costituito dal valore 1 complessivo attribuito ai conferimenti di capitale che vengono fatti dai soci 1 Il conferimento che ogni socio apporta alla società consiste nel contributo necessario all‘attuazione dello scopo sociale e non si fa riferimento solo alla consegna materiale di beni o alla prestazione di servizi ma, più in generale all‘obbligo assunto dai soci nella costituzione della società stessa. Il conferimento, infatti, può avere ad oggetto qualunque entità utile per il conseguimento dell‘oggetto sociale ossia per il conseguimento dell‘attività sociale. In particolare vi sono delle regole specifiche per ciò che concerne le società di capitali: l‘art. 2342 c.c. afferma che al momento della sottoscrizione dell‘atto costitutivo debba essere versato almeno il 25% dei conferimenti in denaro (nel caso di costituzione con atto unilaterale invece, deve essere versato l‘intero ammontare) e l‘art. 2346, comma 5, c.c. afferma che ―In nessun caso il valore dei conferimenti può essere complessivamente inferiore all‘ammontare globale del capitale sociale‖, altrimenti il patrimonio sarebbe già all‘inizio inferiore al capitale. F.FERRARA jr. – F. CORSI, Gli imprenditori e le società, Milano, 2006, p. 238. 10

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesca Fioravanti Contatta »

Composta da 233 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.