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I derivati per la clientela retail: gli Outperformance Certificates di Sal. Oppenheim

Il processo evolutivo caratterizzante le proposte di investimento da parte di molte istituzioni finanziarie ad indirizzo della clientela retail ha prodotto l’affermarsi di una nuova classe di prodotti strutturati, i certificates, strumenti relativamente giovani che hanno preso piede molto velocemente tra gli investitori istituzionali prima e retail poi, avendo la prerogativa di replicare – linearmente e non – l’andamento di mercati lontani o poco accessibili ai risparmiatori a fronte di un ridotto investimento iniziale.
I certificati sono attualmente quotati in almeno quattordici borse europee, anche se oltre il 95% dell’emesso e dei volumi scambiati si concentra nei primi cinque mercati che, oltre al Se.De.X. di Borsa Italiana, sono il segmento Euwax della Borsa di Stoccarda, il gruppo Scoach attraverso i due mercati controllati di Francoforte e di Zurigo ed il mercato paneuropeo Nyse Euronext.
L’investimento consapevole in un certificato o in un qualsivoglia prodotto strutturato ne richiede conoscenze connesse al suo funzionamento, alle modalità di negoziazione, ai relativi rischi, ai costi da sostenere ed ai vantaggi ottenibili, compatibilmente con gli obiettivi ed il profilo di rischio-rendimento dell’investitore.
A seguito di recenti sconvolgimenti dei mercati finanziari mondiali, l’investitore retail – in passato molto più remissivo alle proposte della banca – ha maturato l’esigenza di una maggiore consapevolezza in campo finanziario divenendo più renitente nei confronti degli istituti di credito verso i quali sembra avere maggior diffidenza che in passato. Tra le cause scatenanti tale atteggiamento deve sicuramente essere annoverata l’emissione di strumenti finanziari complessi, ma anche una cultura finanziaria spesso non idonea a valutare adeguatamente il rischio ed i costi che si celano dietro l’investimento in un dato strumento finanziario.
Dopo una disamina delle singole tipologie di certificati negoziati sul mercato di Borsa Italiana e delle rispettive sottocategorie cui sono dalla stessa collocati, il presente lavoro si pone l’obiettivo precipuo di focalizzarsi su una specifica tipologia di certificato di investimento in voga negli ultimi mesi denominato Outperformance Certificates analizzando, nello specifico, le emissioni operate da Sal. Oppenheim, rinomata banca privata tedesca emittente derivati e prodotti strutturati, con l’intento di capirne la struttura, il funzionamento, valutarne il rischio ed il corretto pricing nonché confrontarne il rendimento rispetto ad una strategia di investimento alternativa di tipo buy and hold sui sottostanti.
Si vuole, inoltre, comprendere quale possa essere la differenza tra un investitore perfettamente razionale ed uno non perfettamente razionale nell’attrattività dello strumento e appurare se un classico investitore retail sia in grado di cogliere concrete opportunità e vantaggi dall’investimento in questa nuova tipologia di strumento finanziario.

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1 INTRODUZIONE Il processo evolutivo caratterizzante le proposte di investimento da parte di molte istituzioni finanziarie ad indirizzo della clientela retail ha prodotto l’affermarsi di una nuova classe di prodotti strutturati, i certificates, strumenti relativamente giovani che hanno preso piede molto velocemente tra gli investitori istituzionali prima e retail poi, avendo la prerogativa di replicare – linearmente e non – l’andamento di mercati lontani o poco accessibili ai risparmiatori a fronte di un ridotto investimento iniziale. I certificati sono attualmente quotati in almeno quattordici borse europee, anche se oltre il 95% dell’emesso e dei volumi scambiati si concentra nei primi cinque mercati che, oltre al Se.De.X. di Borsa Italiana, sono il segmento Euwax della Borsa di Stoccarda, il gruppo Scoach attraverso i due mercati controllati di Francoforte e di Zurigo ed il mercato paneuropeo Nyse Euronext. L’investimento consapevole in un certificato o in un qualsivoglia prodotto strutturato ne richiede conoscenze connesse al suo funzionamento, alle modalità di negoziazione, ai relativi rischi, ai costi da sostenere ed ai vantaggi ottenibili, compatibilmente con gli obiettivi ed il profilo di rischio- rendimento dell’investitore.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Antonio Orlando Contatta »

Composta da 265 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2212 click dal 06/05/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.