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Tecniche moderne di brachiterapia e brachiterapia guidata alle nuove tecniche di immagine

La Brachiterapia è una tecnica radioterapica basata sull’utilizzo di radiazioni ionizzanti prodotte da sorgenti radioattive, naturali o artificiali, introdotte in forma sigillata all’interno del tessuto neoplastico o nelle sue immediate vicinanze.
Questa metodica occupa un posto intermedio tra la chirurgia di exeresi e la radioterapia transcutanea, in quanto si presenta come il trattamento di scelta per le neoplasie difficilmente resecabili se non con interventi ampiamente demolitivi, e per quelle che nel contempo non siano così estese da rendere preferibile l’irradiazione dall’esterno.

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La Brachiterapia è una tecnica radioterapica basata sull’utilizzo di radiazioni ionizzanti prodotte da sorgenti radioattive, naturali o artificiali, introdotte in forma sigillata all’interno del tessuto neoplastico o nelle sue immediate vicinanze. Questa metodica occupa un posto intermedio tra la chirurgia di exeresi e la radioterapia transcutanea, in quanto si presenta come il trattamento di scelta per le neoplasie difficilmente resecabili se non con interventi ampiamente demolitivi, e per quelle che nel contempo non siano così estese da rendere preferibile l’irradiazione dall’esterno. La principale caratteristica di questa metodica radioterapica è rappresentata dal rapido decremento della dose (fall of) con l’allontanarsi dalla sorgente, sulla base del principio della dispersione quadratica delle radiazioni, il quale afferma che l’intensità di un fascio di radiazioni, in punti situati a distanze diverse da una sorgente puntiforme, è inversamente proporzionale al quadrato di tali distanze. Per questa sua caratteristica la brachiterapia è definita «short-range radiation therapy», ed è considerata quella tecnica radioterapica che, più di tutte, rispetta il seguente corollario: Portare la radiazione là dove è il tumore ed evitare di irradiare là dove non è il tumore ma strutture sane. Agli albori, la tecnica radioterapica, oggi conosciuta come Brachiterapia, prese il nome di Radiumterapia, in quanto l’elemento radioattivo utilizzato era esclusivamente il Radium; a volte, a questa tecnica, veniva attribuito anche il termine Curieterapia in onore dei coniugi Curie a cui si deve la scoperta di questo radionuclide. In seguito all’avvento di nuovi isotopi, i cosiddetti “sostituti del Radium”, alcuni autori americani, negli anni ’70, proposero di sostituire il vocabolo Curieterapia con quello di Brachiterapia (dal greco ßραχύς cioè corto, vicino, breve), ad indicare un presidio terapeutico piccolo, vicino alla neoplasia. Con l’introduzione nella pratica clinica dei cosiddetti “sostituti del radium” si aprì una nuova era per la brachiterapia grazie alla possibilità di utilizzare radionuclidi

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Aurora Di Bella Contatta »

Composta da 93 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2681 click dal 20/09/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.