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Dal PCI al PDS. Il caso pavese

Informazioni tesi

  Autore: Claudio Pasi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Pier Angelo Lombardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 244

La tesi analizza, seguendo i canoni della storiografia e della politologia, il complicato passaggio dal PCI al PDS in Italia e nella provincia di Pavia, attraverso le fonti orali e le testimonianze di chi lo ha vissuto.

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4 Introduzione Un partito è un insieme di donne e di uomini che decidono di vivere insieme una parte della loro vita, di credere e di lottare insieme; un partito è un‟insieme di idee, che maturano e si sviluppano nel contesto sociale e culturale nel quale sono calate; un partito è l‟insieme di queste donne e uomini e di queste idee, allo scopo di realizzare i propri programmi politici da attuare mediante il governo, nella duplice dimensione locale e statale. Non è mai semplice studiare la storia di un partito politico. Le variabili umane e politiche in gioco sono talmente mutevoli e, a volte, sfuggenti che spesso riesce difficile metterle insieme per delineare una coerente cronologia degli eventi e delle idee. Da quando la lotta di Liberazione dal nazifascismo ha riportato in Italia la libertà d‟azione politica, i partiti si sono affermati come strumenti essenziali della vicenda democratica, tanto da far definire la nostra democrazia come la “democrazia dei partiti” 1 . Esauritesi le potenzialità politiche del movimento liberale che aveva governato l‟Italia dall‟Unità fino al Fascismo, nuovi protagonisti della scena politica furono quei partiti che – quasi tutti – rinacquero sulle ceneri delle culture politiche che il fascismo aveva combattuto, e che per anni avevano vissuto nella clandestinità: il partito della Democrazia cristiana, il Partito socialista italiano di unità proletaria, il Partito comunista italiano, il Partito liberale italiano, il Partito democratico del lavoro 2 ed il Partito repubblicano italiano 3 ; unica, vera novità fu il Partito d‟azione 4 . I rapporti di forza tra questi partiti nella nuova Italia postbellica si definirono alle elezioni per l‟Assemblea costituente del 2 giugno 1946. Primo partito fu la DC, con il 35,18% dei voti; seguivano lo PSIUP – 20,72% – ed il PCI – 18,97%. Buon successo ebbero il PRI – 4,37% , sull‟onda del referendum istituzionale – e l‟Unione democratica nazionale 5 – 6,79%. La vera sorpresa furono sia la sconfitta del Pd‟A – 1 P. SCOPPOLA, La repubblica dei partiti, Bologna, il Mulino, 1991, p. 9. 2 Questi cinque partiti avevano dato vita al Comitato di liberazione nazionale (CNL). M. RIDOLFI, Storia dei partiti politici, Milano, Mondadori, 2008, p. 129. 3 Forte della propria pregiudiziale repubblicana, il PRI si era rifiutato di entrare nel CLN; dopo il referendum istituzionale, entrò nel primo governo della Repubblica. L. LOTTI, I partiti della repubblica, Firenze, Le Monnier, 1997, p. 100. 4 Unico partito di nuova formazione, proveniente dalla cultura della sinistra democratica. RIDOLFI, Storia dei partiti politici, cit., p. 128. 5 Nata dall‟incontro elettorale di PLI e DL. Ivi, p. 132.

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fonti orali
occhetto
partito comunista italiano
partito democratico della sinistra
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pci
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