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Il Pubblico Ministero nel giudizio di costituzionalità

Il lavoro intende richiamare l’attenzione sugli aspetti problematici della posizione del Pubblico Ministero nel contraddittorio nel giudizio incidentale di costituzionalità delle leggi.Quindi si osserva il Pubblico Ministero attraverso una lente che focalizza il suo ruolo di parte processuale in un processo di diritto oggettivo che prescinde dalla necessità della costituzione di un rapporto processuale tra le parti e il giudice, ragioni queste che inducono gli studiosi ad affermare che si tratti di un processo “senza parti”o se si preferisce con “parti eventuali”.La posizione del P.m. nel sindacato di legittimità incidentale sarebbe caratterizzata da una certa ambiguità,visto che il p.m. sarebbe parte ai fini della proposizione della questione di legittimità costituzionale,ma finirebbe per essere assimilato al giudice per quanto concerne lo svolgimento del conseguente processo costituzionale.E’possibile analizzare il ruolo rivestito dal pubblico ministero nell’ambito del processo costituzionale nelle sue varie fasi:
-la facoltà per il p.m.,come per ciascuna parte ,di eccepire l’illegittimità costituzionale di una disposizione di legge o di un atto avente forza di legge nel corso di un giudizio dinanzi ad un’autorità giurisdizionale;
-l’inammissibilità della legittimazione del p.m. a promuovere direttamente il giudizio di costituzionalità innanzi alla Corte;
-l’inammissibilità della costituzione del p.m. dinanzi alla Corte Costituzionale;
-la possibilità per il Pubblico Ministero di costituirsi nei giudizi sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato.Analizzando le fasi attraverso le quali è possibile comprendere il ruolo rivestito dal p.m. nell’ambito del processo costituzionale, mi sono soffermata in primis sulla facoltà per il p.m. di eccepire l’illegittimità costituzionale di una disposizione di legge o di un atto avente forza di legge nel corso di un giudizio dinnanzi ad un’autorità giurisdizionale.
Il dato normativo di riferimento è costituito dall’art. 23 comma 1 della legge n. 87 del 1953, in base al quale la facoltà per il Pubblico Ministero come per le parti private di sollevare dubbi di legittimità costituzionale davanti all’autorità giurisdizionale mediante apposita istanza ,costituisce un dato assolutamente pacifico e non controverso. . Il Pubblico Ministero,visto che non può considerarsi autorità giurisdizionale,rileva nel sindacato di legittimità incidentale solo come parte( sia pure pubblica) non solo in senso formale ma anche in senso sostanziale,portatrice nel processo di suoi particolari interessi,che non sono necessariamente quelli generali ed obbiettivi dell’ordinamento giuridico.Se il Pubblico Ministero è in condizione diversa dal giudice quanto al potere di promuovere il giudizio di legittimità costituzionale incidentale,egli è invece in una condizione assimilabile a quella del giudice quanto all’impossibilità di costituirsi nel giudizio di fronte alla Corte,quando sia parte nel processo. Gli argomenti che hanno portato i giudici costituzionali ad escludere la costituzione del Pubblico Ministero al processo costituzionale sono due:
- la considerazione che la legge n.87 del 1953 agli artt. 23 u.c. e 25 comma 2 menziona distintamente il pubblico ministero e le parti;
- la considerazione che gli artt. 3 e 17 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte parlano esclusivamente di parti. La recente cronaca giudiziaria conferma l'attualità delle problematiche affrontate e suggerisce una possibile linea evolutiva meritevole di attenzione.

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IL PUBBLICO MINISTERO NEL GIUDIZIO DI COSTITUZIONALITA’ 1 Introduzione La tesi cerca di analizzare in maniera esaustiva l'evoluzione della figura del Pubblico Ministero nel giudizio di controllo di costituzionalità, soffermandosi particolarmente sulla disciplina di cui tale istituto gode nel nostro ordinamento. Vengono affrontati tutti i temi relativi al principio della separazione dei poteri, all'ordinamento giudiziario ed all'indipendenza ed all'autonomia della magistratura fino al ruolo del Pubblico Ministero nel giudizio di costituzionalità delle leggi. Si parte dalla sua nascita come funzionario del potere esecutivo fino ad arrivare alla sua qualificazione di magistrato con funzioni requirenti come si desume dal combinato degli articoli 107 e 112 della Costituzione. Il Pubblico Ministero, ossia l’ufficio cui fa capo l’esercizio dell’azione penale, nasce storicamente come un funzionario del potere esecutivo cui, tuttavia, si riconosce la qualifica di magistrato1. In tale ambivalenza, ossia la dipendenza dall’Esecutivo e l’appartenenza al corpo del potere giudiziario, è contenuta tutta la problematica relativa alla natura giuridica di tale istituto. 1 Scaparone M., Il Pubblico Ministero nel processo penale, Enciclopedia del diritto, volume 37, Milano, Giuffrè 1988, da 1094 a 1111.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luisa Verga Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

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