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Teologia e antropologia nell'Essenza del cristianesimo di Ludwig Feuerbach

Il presente lavoro si propone di analizzare la principale opera di Feuerbach, L’Essenza del cristianesimo. Nel primo capitolo cercherò pertanto di collocare lo scritto all’interno della produzione dell’autore, soffermandomi in particolare sulla sua formazione giovanile e sulle principali influenze che lo stesso Feuerbach ricevette nel corso degli studi. Il secondo capitolo invece sarà dedicato a un’analisi dettagliata dell’opera in questione, identificando nella sua struttura interna una pars construens, che si propone di riportare gli attributi divini a istanze e peculiarità umane, e una pars destruens, volta a demolire l’apparato teologico tradizionale. Il risultato è una riduzione della religione ad antropologia.

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4 Capitolo I La formazione del pensiero filosofico-religioso di Feuerbach. 1.1 Brevi cenni biografici. Ludwig Feuerbach nacque a Landshut, in Baviera, il 28 luglio 1804, da Paul Johann Anselm Ritter von Feuerbach (1775–1833), giurista eminente e professore di diritto a Jena e a Kiel che, con la scomparsa dalla scena politica europea di Napoleone, mise da parte i suoi trascorsi progressisti e nel 1814 fu nominato presidente della Corte di Appello di Bamberg e nel 1817 di quella di Ansbach, ed Eva Wilhelmine Tröster (1774- 1852) in una numerosa famiglia protestante che privilegiava lo studio e l'osservanza religiosa. Gli spostamenti del padre lo portarono successivamente a Monaco, Bamberga ed Ansbach, dove, il 7 settembre 1822, terminò il ginnasio. Studiò teologia a Heidelberg per un anno e per un secondo anno a Berlino, finché, sotto l’influenza dell'insegnamento di Hegel, passò, nell’aprile 1825, alla facoltà filosofica. Rimase a Berlino sino alla primavera dell’anno successivo, e, dopo aver trascorso qualche mese presso la famiglia ad Ansbach, andò a terminare gli studi a Erlangen; dove, nel 1828, con la dissertazione De infinitate, unitate atque communitate rationis, ottenne il dottorato. La stessa dissertazione, lievemente rimaneggiata e data alle stampe con un altro titolo De ratione una, universali, infinita, Erlangen 1828, gli faceva conseguire, nel dicembre dello stesso anno, la docenza in filosofia. Nel 1829 iniziò, sempre ad Erlangen, la sua attività di docente con un corso su Descartes e Spinoza; ma nel 1830 faceva uscire anonimi, a Norimberga, i Pensieri sulla morte e l’immortalità; questa opera che, malgrado l’anonimato, gli fu subito attribuita, doveva troncargli la carriera accademica. Mentre continuava saltuariamente, fino al semestre invernale 1835-‘36, l’insegnamento ad Erlangen, pubblicava la Storia della filosofia moderna da Bacone di Verulamio a Spinoza (Ansbach 1833) ed iniziava, nel 1835, la collaborazione agli Annali di critica scientifica di Berlino, l’organo ufficiale della scuola hegeliana. Continuava, intanto, le sue ricerche di storia del pensiero moderno con i

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Carlesi Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.