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Disturbo dell'identità di genere: attuali direzioni di ricerca

E' stata mia intenzione, in questo lavoro bibliografico, definire il disturbo dell’identità di genere dal versante psicopatologico, riportando i risultati degli ultimi studi in merito, le aree di ricerca che credo debbano essere approfondite e le varie ipotesi eziologiche, ferma però nella mia convinzione che l’approccio allo studio dell’identità di genere e delle sue deviazioni dovrebbe essere multidisciplinare e contestuale.

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5 Introduzione “Il genere è il meccanismo attraverso cui vengono prodotte e naturalizzate le nozioni di maschile e di femminile ma potrebbe rappresentare anche lo strumento tramite il quale decostruire e denaturalizzare tali termini.” Judith Butler (La disfatta del genere, 2006) È con questa citazione che Olivia Guaraldo apre la prefazione alla versione italiana di Undoing Gender (La disfatta del genere, 2006) di Judith Butler, ed è così che voglio inaugurare il mio lavoro sul disturbo dell’identità di genere perché credo che le parole della Butler siano molto espressive e colgano nel segno ciò che penso riguardo l’identità di genere: a mio parere, la percezione del maschile e del femminile è sempre molto influenzata dal contesto in cui viviamo, e anche caratteristiche di genere che diamo per scontate (i.e. la dolcezza e la fragilità emotiva che sembrano più “femminili”, contro il temperamento maggiormente aggressivo che rimanda più al “maschile”) non sono prerogative biologiche di genere ma solo costruzioni sociali, così come mostrano le ricerche su culture dagli usi e costumi diversi dai nostri. In realtà, non esiste una sessualità naturale, si

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Marianna Serrao Contatta »

Composta da 36 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3280 click dal 25/05/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.