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Signore e Signori, ecco a voi il varietà. L'evoluzione di un genere: dai primi varietà al one man show.

Personaggi, trasmissioni, testimonianze che contribuiscono a tracciare un disegno composito ed articolato del varietà televisivo, delineandone la fisionomia, ripercorrendone la storia ed ipotizzandone le evoluzioni future.

LE ORIGINI
Che varietà prima del “varietà”!
L’archeologia del genere evidenzia che le origini del varietà attingono, in varia misura, da ciascuna delle forme di intrattenimento precedenti: la commedia dell’arte, il circo, il café-chantant e ancora il teatro di varietà, la rivista, l’avanspettacolo, il cabaret, sino a Carosello sono reperti che il varietà televisivo ha rielaborato e riadattato alla sua spettacolarità.
Il varietà è una forma di spettacolo pre-televisiva e televisiva, basata sulla parola, in cui la quotidianità dà forma alla scena. Teatralità, oralità e quotidianità, sono i cardini attorno ai quali ruota la definizione del genere, arricchita da una descrizione analitica delle sue marche testuali, tra cui, la collocazione in palinsesto; quest’ultima, mutando nel corso del tempo, sollecita l’evoluzione del varietà indissolubilmente legato al concetto di festa.

Dalla platea all’audience.
Nel passaggio dal teatro allo studio il varietà è un travaso di spettacoli ed artisti teatrali; successivamente diviene una forma di spettacolo specificatamente pensata e realizzata per la tv.

IL PASSATO
Il varietà tradizionale.
Negli anni Cinquanta, il varietà, ancora legato ai canoni teatrali, è percepito dal pubblico come evento festivo: rompe la monotonia di una televisione pedagogica, facendo irruzione nelle case degli italiani nelle serate di festa. Lo spettacolo è curato ed elegante contraddistinto dallo stile di Antonello Falqui.

Te lo do io il varietà.
Dagli anni Settanta muta la televisione, cambiano i linguaggi, si attua una progressiva festivizzazione della programmazione quotidiana: il varietà occupa spazi più ampi e si adegua ai mutamenti occorsi. Enzo Trapani è precursore di uno stile televisivo che connoterà tutto l’intrattenimento a seguire.

IL PRESENTE
Cosa c’è stasera in tv?
Nel panorama televisivo attuale, caratterizzato dalla contaminazione tra generi diversi, scompaiono i varietà di stampo più classico e la spettacolarità del formato resta come frammento inserito all’interno di altri contenitori. Il varietà, inglobato il concetto di flusso, lo estremizza, fino a creare uno spettacolo, fiume ininterrotto di intrattenimento puro: il one man show. Il varietà ritorna ad essere evento – festivo e raro - a causa della complessità produttiva e della difficoltà di reperire risorse artistiche ed economiche adeguate.

Intratteniamoci con…
Lavorando in una struttura produttiva ho avuto modo, oltre che di osservare da vicino la realizzazione di un varietà, di conoscere e parlare con persone che in quel lavoro sono direttamente coinvolte. Interviste rilasciate da professionisti che, con funzioni e ruoli differenti, contribuiscono all’ideazione e alla messa in opera di un varietà televisivo: Stefano Torrisi - produttore –, Riccardo Cassini e Fabio di Iorio - autori -, Giorgio Panariello e Paola Cortellesi - conduttori. Ad esse, si aggiunge il contributo di Carlo Freccero, importante testimone del passaggio dalla tv anni Ottanta a quella dei giorni nostri.

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- 9 - INTRODUZIONE Questa ricerca si propone di ricostruire, tassello dopo tassello, la storia, il clima, l‟evoluzione di un genere televisivo che affonda le sue radici nel teatro. Il varietà è una forma di spettacolo pre-televisiva e televisiva, basata sulla parola, in cui la quotidianità dà forma alla scena. La teatralità, l‟oralità e la quotidianità, sono i cardini attorno ai quali ruota la definizione del genere, arricchita anche da una descrizione analitica delle marche testuali che connotano il varietà: attanti, performance, ritmo, zolle contenutistiche e collocazione nel palinsesto. Il posizionamento del varietà nella griglia di programmazione muta nel corso del tempo, sollecitando l‟evoluzione del genere, indissolubilmente legato al concetto di festa. L‟archeologia del varietà evidenzia che le sue origini attingono, in varia misura, da ciascuna delle forme di intrattenimento precedenti, che hanno contribuito a delinearne le peculiarità. La commedia dell‟arte, il circo, il café-chantant e – ancora - il teatro di varietà, la rivista, l‟avanspettacolo, il cabaret, sino a Carosello: reperti che il varietà televisivo ha rielaborato e riadattato alla sua spettacolarità. Inizialmente il varietà televisivo ha difficoltà ad affermarsi, come, del resto, il medium televisivo in genere.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Stefania Todisco Contatta »

Composta da 371 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.