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Come si traduce ''Wall Street''? Aspetti e problemi della traduzione filmica dall'inglese all'italiano. Analisi del film ''Wall Street'' di Oliver Stone (1987).

Il lavoro tratta della traduzione del linguaggio filmico e pone l'accento sull'importanza dell'adattamento dei dialoghi sia come processo di analisi della sceneggiatura, dalla lingua originale alla lingua "target", ma anche sul prodotto finito, che nel Paese per il quale è tradotto diventa "il film stesso".

Parto da un punto di vista semiotico, secondo il quale un testo audiovisivo è un sistema semiotico complesso, composto di codici verbali, sonori e visuali che interagiscono simultaneamente nella produzione del significato; quando si procede all'adattamento di un film, è il codice verbale a essere tradotto, grazie alla proprietà di infinitezza semantica delle lingue; quando il contesto culturale di arrivo non è lo stesso di quello originale, anche i codici visivo e sonoro possono essere tradotti attraverso il codice verbale, che riporta suoni e immagini poco chiari, ad un contesto di riferimento noto.

Nella seconda parte affronto la tematica dell'influenza reciproca del tradotto filmico e della lingua italiana; sebbene il linguaggio filmico non sia un parlato spontaneo, questo può considerarsi un archivio storico della lingua italiana e del periodo storico relativo al momento in cui sono stati adattati i dialoghi, sia per doppiaggio che per sottotitoli.

Nella terza parte analizzo la sceneggiatura di “Wall Street” (1987) di Oliver Stone e faccio una comparazione con le versioni doppiate e sottotitolare. Prima di affrontare l'analisi vera e propria ho studiato la biografia, il linguaggio e la poetica del regista-sceneggiatore per poi procedere all'analisi delle scelte fatte dall'adattatore dialoghista nell'Italia di quegli anni, riferendomi a fatti di cronaca, politica e finanza avvenuti in Italia e Stati Uniti, per rendere più chiaro il perchè di certe scelte.

Alla luce della crisi avvenuta nel 2008 sui mercati finanziari, ho tentato di mettere a paragone le scelte avvenute 23 anni fa, con quelle che si sarebbero potute fare oggi, in una società dove il piccolo investitore ha una maggiore cultura finanziaria e una più chiara coscienza dei rischi che si corrono speculando in Borsa.

Ho scelto questo film per per la sua drammatica modernità: in alcuni punti anticipa i sentimenti che hanno mosso le manovre speculative che hanno portato ai recenti crolli dei mercati finanziari, ambientato in un'epoca in cui il mondo e il linguaggio della finanza non erano alla portata di tutti; dal film emerge la logica aggressiva del mondo degli affari e anticipa un fenomeno ormai in atto nel nostro paese, quello dei guadagni "mordi e fuggi" ad opera di manager senza scrupoli e la manipolazioni delle informazioni riservate, per il proprio tornaconto personale, ad opera dei grandi investitori.

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3 Il film: un sistema semiotico complesso. Introduzione Sono molte le “definizioni” di film, da un punto di vista semiotico e linguistico, date dai vari manuali di traduzione o reperibili negli studi sulla questione. Da un lato puramente linguistico, il film è un sistema semiotico complesso, che si avvale di tre codici, quello visivo, quello sonoro e quello verbale. Un codice è un sistema di segni cioè un sistema di corrispondenze tra espressione e contenuto, destinati alla trasmissione di informazione tra emittente e ricevente attraverso la produzione e diffusione dei messaggi: CODIFICA DECODIFICA Contenuto Espressione Espressione Contenuto L’operazione di formazione del messaggio si chiama codifica mentre la sua interpretazione ad opera del ricevente prende il nome di decodifica. I codici visivo, sonoro, verbale operano simultaneamente interagendo e producendo un significato che lo spettatore dovrà decodificare e percepire globalmente; la percezione dello spettatore, quindi la codifica del contenuto espresso in immagini suoni e parole, dipende naturalmente dalle sue esperienze e da quello che rappresentano per lui i segni utilizzati dai codici che veicolano il messaggio1. Roland Barthes, nel suo “Semiologia e Cinema” spiegava che l’immagine riprodotta sullo schermo significa in quanto lo spettatore ha esperienza di ciò che l’immagine stessa rappresenta2. 1.“Fondamenti di Linguistica” in Cap. 2 Basi Semiotiche – Raffaele Simone – Laterza 2002 2.Barriere Linguistiche e Circolazione delle Opere Audiovisive: La Questione Doppiaggio – Aidac2 A cura di Eleonora Di Fortunato e Mario Paolinelli in “Introduzione” di Gianni G. Galassi, Consigliere dell’Aidac.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Anna Quaranta Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.