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La metafora tra ''digressione'' e ''pensosità'' nella riflessione di Hans Blumenberg

La presente tesi analizza l’argomento “metafora” all’interno della riflessione di Hans Blumenberg, cercando di cogliere gli sviluppi che suddetta tematica subisce durante un arco temporale di circa vent’anni, e di mettere in risalto l’attualità, a più di dieci anni dalla scomparsa, del pensiero del filosofo tedesco.
Dopo una prima parte, breve ma densa di contenuti, atta ad introdurre la figura di Blumenberg e ad anticipare quelli che sono i temi ed i concetti basilari all’interno della sua speculazione, visti anche in relazione al contesto culturale dell’autore, la tesi si suddivide in tre capitoli.
Nel primo capitolo, verrà analizzata l’innovativa linea di ricerca adottata da Blumenberg a partire dal 1960, con l’inaugurazione della metaforologia. La seconda parte di questo capitolo sarà poi dedicata ad un particolare risvolto della metafora, ovvero la sua valenza antropologica; attraverso quindi la lettura incrociata di più testi di Blumenberg (spaziando dagli scritti a carattere più sistematico agli scritti aventi carattere più letterario, aforistico e metaforico), ma anche della critica che ne deriva, si arriverà alla delineazione delle forme di quella che potrebbe essere definita come una vera e propria “antropologia filosofica” blumenberghiana.
Dopo aver quindi posto le basi per comprendere l’importanza del ruolo della metafora in Blumenberg, si passerà, nei due capitoli successivi, all’analisi di due metaforiche specifiche, a cui peraltro lo stesso autore dedica due opere: il naufragio come metafora dell’esistenza e la metafora del mondo come libro. Ciò che dunque si tenta di ripercorre, sono le principali tappe di sviluppo della teoria della metafora blumenberghiana; se è vero, infatti, che i fondamenti della teoria metaforica posti dall’autore nei Paradigmi restano sostanzialmente intatti, ciò che va cambiando sono le prospettive: arrivando a radicare la metaforologia in una teoria dell’inconcettualità, Blumenberg si mostra, in altre parole, sempre meno interessato al percorso di nominalizzazione che dalla metafora porta al concetto, orientando invece la sua ricerca verso il terreno in cui si formano le metafore, ossia il mondo della vita.
Si tenta, con questa tesi, un’analisi equilibrata rispetto all’opera di Blumenberg, che cerchi di restituire, nei limiti del possibile, la vividezza della prosa blumenberghiana, il fascino dell’indugio nei rimandi pensosi, la bellezza dell’esitazione all’interno dello spazio plurimo della metafora, ma, d’altra parte, che tenti anche di venire a capo dell’estrema complessità interpretativa, per arrivare a cogliere il «Grundgedake» dell’autore, ovvero l’insieme di idee e concetti fondamentali che di volta in volta stanno alla base della ricerca.

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Introduzione Diego Dadà 5 Introduzione La presente tesi, nasce essenzialmente dall‟interesse intellettuale che sono capaci di suscitare gli scritti e gli argomenti affrontati da Hans Blumenberg. Il tessuto speculativo dell‟autore esercita sul lettore un notevole fascino, rendendo la lettura, man mano che si va avanti, sempre più appassionata. Inutile negare le difficoltà con cui l‟opera di Blumenberg si presenta, soprattutto ad un primo sguardo: i suoi libri sono lunghi, talvolta molto lunghi, e la sua è una scrittura entropica ed estensiva, piena di riferimenti e rimandi ad altri autori, che, oscilando sempre sulla sottile linea di confine tra filosofia e letteratura, rischia in certi punti di far perdere a chi legge il filo del discorso. Forse si potrebbe parlare in proposito di una sorta di “metatesto” blumenberghiano, che si sviluppa parallelamente al testo vero e proprio, su piani interpretativi plurimi, ma che risulta convergere, alla fine, nello stesso unico impianto ermeneutico che sta alla base del pensiero. È necessario un laborioso lavoro decostruttivo sul testo, per venire a capo della decentralizzazione del discorso filosofico che Blumenberg attua nei suoi libri, manifestando, di fatto, la sua ferma volontà di non comparire manifestamente in quanto soggetto-autore. Il suo stile “obliquo” e fortemente allusivo, sempre attento ad evitare condensazioni tematiche, ci restituisce una filosofia, come detto, assolutamente de-centralizzata, ed un modo di filosofare a-tematico, che richiedono un arduo lavoro interpretativo da parte di chi voglia comprendere quello che potrebbe essere definito come il carattere costitutivo ed originario del suo pensiero, il suo «Grundgedanke». Sebbene quasi sullo sfondo, all‟interno di una fitta trama di corrispondenze che dà luogo ad un pensiero percorso da nessi di continuità e discontinuità, è comunque possibile intravedere ciò di cui si costituisce l‟interesse speculativo di Blumenberg, che si snoda attraverso varie tematiche, quali metafora, mito, antropologia, tempo, storia, modernità e scienza. Ciò che ci proponiamo con la presente tesi è l‟approfondimento degli aspetti inerenti la metafora, ripercorrendo,

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Diego Dadà Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

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