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La Valutazione d'Impatto Ambientale dopo il d.lgs. 4/2008 - Un nuovo tentativo di armonizzare sviluppo economico e tutela ambientale

La tesi è stata appena discussa e quindi è aggiornata alle sentenze del 2009 per quanto riguarda la giurisprudenza e agli ultimi interventi legislativi (d.lgs 4/2008) in riferimento alla normativa.
La scelta del d.lgs. 4/2008 di trasformare il provvedimento di V.I.A. in un atto obbligatorio e vincolante per l’autorizzazione finale alla realizzazione dell’opera potrebbe far pensare a una soluzione particolarmente rigorosa, finalizzata a una tutela incondizionata dell’ecosistema.
In realtà tale assetto, come hanno precisato dottrina e giurisprudenza, non fa altro che rafforzare quelle teorie che ritenevano che altri interessi, relativi allo sviluppo economico e contrapposti rispetto a quello della salvaguardia dell’ecosistema, facessero il loro ingresso già in questa fase di valutazione.
La scelta se realizzare o meno un’opera rappresenta manifestazione di una volontà politico-amministrativa. L’autorità procedente, al di là del rispetto degli standards tecnici minimi, imposti dalle normative di settore, bilancia o per meglio dire stabilisce il peso dei vari interessi pubblici configgenti, nell’esercizio del potere discrezionale.

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1 Introduzione Definizione di ambiente e impatto ambientale Prima di intraprendere un’analisi tecnica dei materiali normativi che disciplinano la valutazione d’impatto ambientale, mi sembra doveroso soffermarmi brevemente sul significato del vocabolo “ambiente”, nel lessico corrente, nel linguaggio adottato dal legislatore e sulle implicazioni conseguenti. Così come lo definisce il dizionario italiano ambiente significa: “lo spazio circostante considerato con tutte o con la maggior parte delle sue caratteristiche // l’insieme delle condizioni fisico-chimiche e biologiche che permettono e favoriscono la vita degli esseri viventi”1. Non sembrano discostarsi di molto da tale ampia accezione del termine i testi di legge, sia di matrice comunitaria che nazionale, che individuano i parametri del procedimento di valutazione di impatto ambientale2. L’art. 3 della Direttiva 85/337/CEE statuisce che la V.I.A. individua, descrive e valuta la salute umana, la fauna, la flora, il suolo, l’acqua, l’aria, il clima, il paesaggio, i beni culturali e materiali. Sulla stessa linea l’art. 5, comma 1, lett. c del d.lgs. 4/2008 definisce l’impatto ambientale come: “l'alterazione qualitativa e/o quantitativa, diretta ed indiretta, a breve e a lungo termine, permanente e temporanea, singola e cumulativa, positiva e negativa dell'ambiente, inteso come sistema di relazioni fra i fattori antropici, naturalistici, chimico-fisici, climatici, paesaggistici, architettonici, culturali, agricoli ed economici…”. Da questi testi balza all’occhio come l’ambiente sia considerato un insieme di elementi costitutivi della più disparata specie, infatti non vi rientrano solo componenti prettamente naturali ma anche artificiali (beni culturali e materiali ex dir. 85/337; architettonici, culturali, agricoli ed economici ex d.lgs. 4/2008). Questi sono reciprocamente legati tra loro da una serie di interconnessioni assai fitta ed articolata, ne consegue che 1 G. Devoto, G.C. Oli, Dizionario della lingua italiana, Le Monnier Firenze 1971. 2 Per un’analisi terminologica che si concentra sul significato del termine “valutazione” si vedano ad es. P. Dell’Anno, La VIA in Italia, in Gazzetta Ambiente, 3, 1999, p 132; Salvia, Ambiente e sviluppo sostenibile, in RGA, 1998, p 241; Verardi, Azione inibitoria, danno ambientale e procedura di VIA profili civilistici, in Giustapane-Sartor-Verardi , Valutazione di impatto ambientale, Milano, 1992; Cozzuto Quadri, Problemi istituzionali della valutazione di impatto ambientale, in Foro it., V, 1989, p 410.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Carlo De Simone Contatta »

Composta da 146 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2972 click dal 28/05/2010.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.