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La promozione della lettura nelle scuole. Il caso di ''Ottobre Piovono Libri''.

Informazioni tesi

  Autore: Erminia Madeo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Francesca Vannucchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 203

Il presente lavoro nasce in seguito alla mia personale collaborazione nell’attività di ricerca portata avanti dall’AIE sulle manifestazioni di Ottobre Piovono Libri, il progetto indetto dal Ministero per i Beni e le Attività culturali che ha lo scopo di riunire tutte le attività di promozione alla lettura che si organizzano in Italia ogni anno nel mese di ottobre. La ricerca si è preoccupata di analizzare l’andamento delle attività nei primi suoi tre anni di realizzazione e indicare una strada per le edizioni successive affinché tutte le risorse investite non si disperdano inutilmente, ma si direzionino verso alcune ed efficienti rotte. Di fronte ai risultati dell’indagine, è emerso un costante aumento del ruolo della scuola nelle attività promozionali. Questo dato ha stimolato la mia personale curiosità sull’argomento, portandomi ad approfondire l’importanza data alla lettura nel sistema scolastico italiano. In maniera sintetica, ho preso in esame la normativa in materia di programmazione scolastica per grado di istruzione e in essa ho ricercato gli spazi dedicati all’incentivazione della pratica della lettura, mettendo in risalto i punti di eccellenza, denotando le carenze. Per capire quali effetti produce la nostra attività promozionale nel complesso, ho analizzato i risultati delle ricerche internazionali in capacità di lettura, raffrontando così l’Italia con gli altri paesi che hanno preso parte al monitoraggio. Le ricerche prese in esame sono state l’IEA Pirls, che valuta le competenze di lettura dei bambini al quarto anno di scolarità e di età fra i 9 e 10 anni, e il PISA, che prende in esame la valutazione di alcune aree delle conoscenze scolastiche, fra cui le competenze in lettura, dei quindicenni. Con i risultati di queste due ricerche è stato possibile così confrontare le competenze dei bambini italiani della scuola elementare, e quelle dei ragazzi delle scuole superiori con i loro coetanei degli altri paesi, potendo denotare l’incidenza dell’insegnamento scolastico dei principali gradi di istruzione nelle capacità di lettura dei rispettivi scolari. Sulle basi di questa premessa, ho iniziato il mio lavoro di ricerca sugli eventi OPL che coinvolgessero nelle loro attività istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, direzioni didattiche, biblioteche scolastiche. Fatta questa cernita, gli eventi Scuola sono stati analizzati in rapporto alle loro caratteristiche, secondo i soggetti promotori, i target di riferimento, le aree geografiche di appartenenza, ecc. Infine sono stati scelti gli eventi più innovativi e particolari per metterne in evidenza le caratteristiche, allo scopo di favorirne la diffusione in quei territori in cui tali idee non vengono messe in pratica.
La speranza riposta in tale lavoro è stata quella di dare un personale contributo alla problematica della promozione della lettura. Affrontare il tema partendo dal punto di vista della scuola, di quella istituzione che diventa luogo privilegiato nella vita dei bambini sin dalla tenera età e che incide per la maggiore nel loro inserimento sociale, può far riflettere sull’importanza delle pratiche utilizzate durante le ore scolastiche per favorire la giusta maturazione del dovere di leggere. Cercare di capire come abbia funzionato finora e come funzioni tuttora la scuola italiana, può servire a comprendere quali siano stati gli errori commessi, quali le modalità vincenti. L’intento è quello di dimostrare che le realtà che funzionano esistono sparse per l’Italia e che bisognerebbe favorire una maggiore coesione fra le istituzioni pubbliche e private per incentivarle e favorirne la diffusione nelle aree meno attive. E l’attività ministeriale può rappresentare lo strumento principale di catalizzazione e orientamento didattico in tale direzione. L’augurio è che tutti gli sforzi fatti e quelli che si continueranno a fare possano raggiungere questo obiettivo educativo, perché si sa bene che una crescita culturale è il primo passo verso il pieno sviluppo economico di un paese, e l’Italia ha il diritto e il dovere di proseguire la sua strada verso il vero progresso.

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6 INTRODUZIONE Non si nasce con l’istinto della lettura, come si nasce con quello di mangiare e bere. Si tratta di un bisogno culturale che può essere innestato nella personalità infantile. Operazione quanto mai delicata, perché il solo paragone che sopporta è quello con l’innesto di un nuovo senso: il senso del libro, la capacità di usare anche del libro come di uno strumento per conoscere il mondo, per conquistare la realtà, per crescere (Gianni Rodari, 1982, Il cane di Magonza, Roma, Editori Riuniti). Saper leggere significa esercitare le proprie capacità intellettuali al fine di migliorare costantemente l’immagine che si ha di sé ed il rapporto con quella che si ha degli altri. Anche se l’apprendimento del leggere in qualunque linguaggio può costituire un momento necessario, esso non potrà mai essere sufficiente per risolvere il problema dell’educazione alla lettura. Non può bastare leggere; occorre anche saper scegliere cosa vale la pena leggere! Leggere non deve significare semplicemente decifrare un testo stampato, bensì reagire al mondo espresso nella pagina scritta e comprenderlo, ossia cogliere il significato letterale delle parole, collegarle logicamente tra loro, ricavarne l’idea principale, interpretare criticamente ed elaborare “in maniera creativa” il significato. Infatti, se da un lato, la lettura entra in gioco come atto personale e privato d’interpretazione del testo, anzi, della sua riscrittura insieme all’autore con la propria partecipazione emotiva, dall’altro assume i caratteri del distacco, chiamando

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