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Indymedia Italia: quando gli hacker fanno politica

Un resoconto dei primi cinque anni di indymedia in italia (2000 - 2005).
Una panoramica di teorie e prassi di mediattivismo, così come sperimentati in quel grande sogno collettivo che sono stati gli IMC, a Seattle, a Genova, in numerose altre manifestazioni che hanno contestato la globalizzazione neoliberista e selvaggia. I siti web di indymedia come prosecuzione di quelle esperienze. l'attivismo tra strade e rete, tra reale e virtuale. il contributo degli hacker, e la filosofia dell'open publishing come estensione in ambito editoriale dell'opensource

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Introduzione 0.1 Che cosa e´ Indymedia Indymedia e´ una rete che produce e distribuisce informazione indipendente, a livello mondiale. Il network IMC e´ composto oggi da circa centocinquanta siti web, gestiti da altrettanti gruppi (collettivi e/o reti) locali, dislocati in piu´ di cinquanta stati differenti – tra cui tutti i maggiori (eccetto la Cina) – e in ogni continente. Indymedia alimenta attraverso internet la circolazione di contenuti multime- diali alternativi, indipendenti dalle sia logiche informative istituzionali che da quelle della comunicazione commerciale: comunicazione libera, aperta, e orizzon- tale. Tutti possono farsi Indymedia: partecipare come (non) giornalisti alla scrittura degli articoli che appaiono sui siti web; impegnarsi in una o molte delle altre facce di gestione del progetto IMC; costruire o utilizzare un independent media center in caso di una mobilitazione di massa. Indymedia, secondo quanto messo in evidenza da Merkle (2003), e´ il risulta- to, dell’incontro, fecondo, tra: innovazione tecnologica – ben rappresentata dal software, active, che per primo nel 1999 ha consentito la pubblicazione anonima e multimediale sui siti web IMC; soggetti gia´ impegnati, con esperienza e compe- tenza, in progetti mediatici alternativi; attitudine do it yourself, e cultura punk (eccoti i tre accordi, adesso forma un gruppo). A dare vita, alla fine degli anni Novanta, negli Stati Uniti, ai primi IMC – centri di convergenza per media indipendenti – sono videomakers, giornalisti in- dipendenti, hackers, militanti anarchici, squatters. Persone riconducibili a una generica area libertaria, ma con formazioni e provenienze molto differenti tra loro. In tempo reale, i materiali sono a disponizione di chiunque abbia un accesso a internet. Attraverso la rete viene annullata ogni distanza spaziale. Tutti possono partecipare, per via telematica: gioire, soffrire, discutere, sognare. Le raccolte di audio, di video, di immagini, di testi crescono, – dialogando tra loro, dal basso. Sviluppo di una societa´ civile internazionale, intesa come messa in rete, efficace, di organizzazioni non governative (ONG). Sperimentazione di network di media comunitari oltre i tradizionali confini nazionali. Crescenti proteste contro le is- tituzioni internazionali, responsabili per le politiche economiche imposte a molti 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Carlo Beschi Contatta »

Composta da 499 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 927 click dal 03/06/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.