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Marie-Dominique Chenu, tra modernismo e medievismo

La prima parte delle tesi si occupa di chiarire la questione modernista, analizzandone i caratteri principali e i protagonisti di quel travagliato periodo che va dalla fine dell'ottocento agli inizi del novecento, in particolar modo si pone l'accento sulle figure di: papa Leone XIII, Maurice Blondel, Alfred Loisy e George Tyrrell. Nella seconda parte sono presi in esame gli effetti del modernismo nella generazione successiva, in particolar modo sulla figura di M.-D. Chenu e la sua tensione tra una cultura puramente medievale e le innovazioni moderniste. Tensione visibile nei suoi testi, in particolar modo in Le Saulchoir una scuola di Teologia; testo messo all'indice proprio per il suo carattere rivoluzionario. La figura di padre Chenu verrà totalmente rivista fino a diventare uno dei fautori del Concilio Vaticano II

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2 PREMESSA Spesso si è affermato che la storia del modernismo è prima di tutto la storia dei modernisti, ma ad un’attenta analisi tale definizione appare riduttiva e incompleta; la storia del modernismo non è, infatti, solo la storia dei modernisti, ma è anche la storia dei loro antagonisti, giacché senza quel continuo e vivace dibattito dialettico tra le parti, molto probabilmente non ci sarebbe stato nessun modernismo o perlomeno non ci sarebbe stato il modernismo così come noi lo conosciamo, ossia come vero e proprio scontro tra generazioni. Il modernismo è stato, in sintesi, la storia di grandi personalità (presenti in entrambi gli schieramenti), che hanno vissuto nell’atmosfera culturale seguita alla “primavera sociale” degli anni di Leone XIII, auspicata da molti anche nel campo delle scienze ecclesiastiche. Lo storico Carlo Bellò, nel 1967, in un’opera dedicata al modernismo italiano scriveva: «Senza togliere nulla al valore, pur con dovute riserve, degli studi recenti, è probabile che un’esauriente conoscenza storica del modernismo italiano dovrà ancora attendersi a lungo»1. Le ragioni di una così impegnativa affermazione erano molteplici, ma tra queste, spiccavano certamente la totale riservatezza della documentazione e la grande varietà del fenomeno. In effetti, alla data di pubblicazione del lavoro di Bellò, non erano molti gli studi dedicati a questo complesso movimento, complessità data sì dalle innovative tematiche teologiche, ma soprattutto dalla vastità del suo campo d’azione che avrebbe reso 1 M. GUASCO, Modernismo. I fatti, le idee, i personaggi, Cinisello Balsamo 1995, p.7.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giuseppe Autorino Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.