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Studio di un processo alternativo per il recupero di Cromo VI da bagni esausti di concia

Informazioni tesi

  Autore: Marco Basciu
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria chimica
  Relatore: Maurizia Seggiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

Nella concia al cromo, la pelle riesce a trattenere solamente 60 - 80 % del cromo utilizzato. Il resto rimane nelle accque di scarto provoando un grave impatto ambientale. In tale ambito si inserisce il presente lavoro di tesi il cui obbiettivo è stato quello di studiare un processo alternativo per il recupero selettivo del cromo dai bagni esausti, fattibile tecnicamente ed economicamente. L'attenzione è stata rivolta al recupero di cromo come dicromato mediante adsorbimento su una resina a scambio ionico commerciale.

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1 CAPITOLO 1 PROCESSI DI RIMOZIONE/RECUPERO DEL CROMO 1.1 La concia al cromo La concia al cromo è sicuramente uno dei più importanti metodi di concia per la produzione di pellame per tomaie di calzature, per arredamento, per abbigliamento e per pelletteria [1.1]. Il cromo che viene utilizzato nella concia è il Cr (III) sotto forma di sali basici, di cui viene descritta brevemente la chimica. Il cromo allo stato di elemento neutro possiede 24 elettroni, mentre nella forma di ione trivalente ne presenta solamente 21: per questo motivo il Cr3+ coordina facilmente gruppi elettron-donatori come H2O, OH-, e i gruppi COO– del collagene. I legami di coordinazione sono resi possibili dalla formazione di 6 orbitali di tipo d2sp3 che possono ospitare altrettanti doppietti elettronici liberi come, nel caso dello ione esaquocromo (Figura 1.1), quelli offerti dall’ossigeno della molecola d’acqua. In questa particolare forma il Cr (III) lega coordinatamente sei molecole d’acqua, che si dispongono ai vertici di un ottaedro, il cui centro è occupato dall’atomo di cromo. Aumentando opportunamente il pH, però, le molecole d’acqua presenti nella sfera di coordinazione del cromo verranno gradualmente sostituite dai gruppi idrossilici OH-, fino ad arrivare alla precipitazione dell’idrossido di cromo Cr(OH)3·3(H2O) ( pH = 4,5 ). L’idrato di cromo è insolubile in acqua e non presenta alcun effetto conciante, essendo inoltre un precipitato di carattere gelatinoso ha l’unico effetto di imbrattare le pelli [1.2]. Il cromo, per la sua particolare struttura, è in grado di formare due diversi tipi di legame con il collagene della pelle: - legame di coordinazione tra il Cr3+ ed uno o più gruppi carbossilici nella forma carica COO– ( Figura 1.2 ). - legami ad idrogeno tra specie che contengono cromo e le proteine della pelle ( legami presenti in qualsiasi tipo di concia). Questi legami promuovono una reticolazione e un consolidamento della struttura dermica che garantiscono una qualità eccellente della pelle sia a livello merceologico sia a livello di proprietà meccanico fisiche (elevata resistenza meccanica, buona tingibilità, resistenza al

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Parole chiave

bagni esausti
concia
concia al cromo
cromo vi
recupero cromo
resina a scambio ionico

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