Skip to content

La riforma dei reati contro la Pubblica Amministrazione

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Nigro
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze delle pubbliche amministrazioni
  Relatore: Elio Palombi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

Il presente studio analizza da un punto di vista giuridico e in maniera approfondita la legge 26 aprile 1990 n.86 ovvero la legge che riformula la maggior parte degli articoli presenti nel Capo I (Dei delitti dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione) del Titolo II (Dei delitti contro la Pubblica Amministrazione) del nostro codice penale. è da tenere presente che il nostro codice penale, tranne pochi e piccoli aggiustamenti, è nel suo insieme in vigore dal 1930. La presente legge, al di là delle critiche che ha suscitato la sua approvazione, rappresenta ancora oggi la più importante e la più incisiva riforma che sia mai stata apportata al codice penale dalle origini ai giorni nostri. Anche se larga parte della dottrina giudicava improcrastinabile questa riforma dal dopoguerra, si è giunti solo in anni a noi vicini all’approvazione della stessa.

Il presente lavoro prende l’avvio citando brevemente la lunga gestazione che ha portato alla formulazione della presente legge, elencando brevemente i diversi progetti di legge precedenti a questa legge.
Successivamente analizza dettagliatamente i motivi che hanno reso necessaria e non più rinviabile la presente riforma. In questi capitoli vengono anche citati brevemente i diversi adattamenti che le norme hanno subito in base a questi obiettivi di fondo. I motivi che sono alla base della riforma sono principalmente tre.
Il primo che viene preso in considerazione è la necessità di colmare le lacune presenti in questa parte del codice penale; lacune che si erano venute a creare principalmente perché il codice penale era stato scritto in un'epoca passata e dominata dalla dittatura in cui vigeva una concezione diversa dell’organo statuale, sorpassata dalle attuali esigenze democratiche. Un altro motivo non trascurabile è la sempre maggiore presenza dell’economia in ambito statale, una situazione non certo presente negli anni ’30, cioè nell’epoca in cui il nostro codice penale è stato formulato.
Il secondo motivo trattato è l’esigenza avvertita da larga parte della dottrina di adeguare le suddette norme al principio di tassatività – determinatezza. Vedremo infatti in maniera dettagliata che larga parte della dottrina notava che alcune norme presenti in questo capo difettavano proprio del principio di tassatività – determinatezza. Proprio questo motivo era alla base del non giustificato sindacato penale nei confronti dei pubblici amministratori. Come notato in maniera quasi unanime dalla dottrina, la norma che più prestava il destro alla incriminazione del giudice penale proprio in quanto era la norma meno rispettosa del principio di tassatività – determinatezza, era la fattispecie dell’abuso d’ufficio.
Il terzo e ultimo motivo è quello di adeguare la risposta sanzionatoria in maniera tale da poter porre in primo piano la c.d. questione morale. È da notare infatti che le norme erano abbastanza inefficaci a reprimere la delinquenza politico – amministrativa e per questo sono state riformulate in maniera tale da poter costituire un più valido rimedio per sanzionare i reati dei pubblici amministratori.
Vengono, infine, prese in considerazione le diverse critiche che questa legge ha suscitato. Vediamo infatti che molti autori si sono espressi in maniera molto negativa rispetto a questa riforma, opinione in parte non condivisibile, come vedremo.
Vengono anche brevemente analizzate due nuove proposte di successiva riforma. Nel presente capitolo viene trattato anche il fenomeno di Tangentopoli, inteso come un ulteriore stimolo a modificare quelle fattispecie di reato che più si erano rese permeabili a infiltrazioni criminali.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
4 Capitolo I La lunga “gestazione” della riforma dei reati contro la Pubblica Amministrazione (legge 26 aprile 1990 n. 86) Il capo I del titolo II del libro II del codice penale intitolato “Dei Delitti dei Pubblici Ufficiali contro la Pubblica Amministrazione” risaliva al Codice Penale varato nel 1930, Guardasigilli l’onorevole Rocco. Da allora le norme incriminatrici in materia hanno subito interventi legislativi di modifica. Il capo è stato investito di modifiche sia per l’intervento della Corte Costituzionale (adeguamento al principio costituzionale del diritto di sciopero dei reati di abbandono collettivo ed individuale di pubblici uffici, impieghi, servizi o lavori previsti da artt. 330 e 333), sia dalla legge 24 novembre 1981, n. 689 (che apporta modifiche agli artt. 334 e 335, sopprimendo la condotta di sottrazione ricadente su cose sottoposte a pignoramento o a sequestro civile, e trasponendola negli artt. 388 e 388bis c.p.). Nonostante queste modifiche, l’intero capo aveva conservato pressoché intatto il suo corpo fondamentale, nonostante i rilievi, mossi in tutti questi anni, di ordine anche costituzionale. L’esigenza di elaborare una nuova normativa in tema dei reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, da tempo affermata in sede dottrinaria, era fortemente avvertita anche nel settore politico.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

abuso d'ufficio
concussione
corruzione
delinquenza politico – amministrativa
diritto penale
legge 26 aprile 1990 n. 86
malversazione a danno dello stato
peculato d'uso
principio di tassatività – determinatezza
pubblica amministrazione
pubblico ufficiale
qualifiche soggettive
questione morale
reati contro la pubblica amministrazione
riforma più ampia e significativa intervenuta sull
tangentopoli

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi