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Analisi storico-pedagogica del multiculturalismo nella Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige/Suedtirol

Informazioni tesi

  Autore: Simone Vanin
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Manuela Gallerani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

Questa ricerca analizza la realtà multiculturale nella Provincia di Bolzano per fare luce sulle cause e le conseguenze dei modelli di integrazione messi in atto per risolvere le problematiche di convivenza tra gruppo sudtirolese (di madrelingua tedesca) e il gruppo altoatesino (di madrelingua italiana). Quali modelli di inclusione/esclusione sono stati adottati? L'obiettivo è quello di ricavare un quadro generale della realtà altoatesina, per poter fornire delle interpretazioni di natura psico-sociologica e per arrivare infine a proporre della soluzioni pedagogiche. Secondo le mie ipotesi di partenza le cause delle conflittualità tra i due gruppi etnici andavano ricercate nel sistema formativo, quindi la pedagogia, come scienza dell'educazione, risultava essere la disciplina più adatta a fornire soluzioni propedeutiche al problema d'integrazione in Alto Adige/Sűdtirol. Questa tesi è divisa in due parti, nella prima affronto un analisi storico-politica, nella seconda offrirò delle interpretazioni attingendo dalle teorie offerte dalle scienze sociali, in particolare dalla sociologia, dalla psicologia culturale e dalla pedagogia interculturale. Cercherò di interpretare la realtà altoatesina attraverso un analisi delle dinamiche di gruppo, della costruzione culturale della realtà e dell'etnocentrismo. Cercherò di argomentare l'ipotesi che il modello interculturale è preferibile ad altri modelli d'integrazione per creare le giuste condizioni per una migliore convivenza. Nel primo capitolo della prima parte analizzerò la storia della Regione per contestualizzare l'argomento e per cercare di individuare i momenti che hanno determinato le “rotture” nei rapporti tra tirolesi e italiani. Mi servirò di testimonianze e di fatti di cronaca per ricostruire i diversi punti di vista assunti da i due gruppi e proverò a darne una lettura attingendo dalle conoscenze fornitemi dalle scienze sociali. Nel secondo capitolo passerò ad analizzare le cause che hanno portato all'affermazione del modello separazionista e scriverò delle politiche scolastiche adottate in Provincia, il terreno in cui si è combattuta una vera e propria battaglia tra sudtirolesi e altoatesini per l'affermazione della propria identità culturale; inoltre analizzerò i due diversi Statuti di Autonomia mettendo in luce le norme che hanno comportato un'ulteriore deterioramento dei rapporti, ostacolando l'apprendimento della seconda lingua, e contribuendo al mantenimento del contrasto etnico senza attuare nessuna efficace manovra di riappacificazione. Il terzo capitolo invece tratterà dei progetti scolastici che hanno cercato di creare dei ponti tra le due comunità, attraverso iniziative che potremmo definire interculturali, cercando di favorire l'apprendimento della seconda lingua (L2). In più parlerò di quelle sperimentazioni avviate nelle scuole, come la compresenza e l'immersione, atte a potenziare l'acquisizione della L2, con l'obiettivo di affermare un reale bilinguismo in Provincia il quale con l'introduzione del “Patentino” è diventato un diritto. Nella seconda parte passerò a parlare degli aspetti pedagogici, sociologici e psicologici riguardanti l'integrazione tra diversità culturali e della differenza tra multiculturalismo e interculturalismo. Tratterò dei rapporti tra gruppi, utilizzando un approccio costruttivista attraverso cui si considera l'individuo e la realtà stessa come frutto di una costruzione culturale, determinata a sua volta dagli interessi delle classi dominanti e delle proposte di intervento nella società e nella scuola, avanzate dalla pedagogia interculturale. Nel primo capitolo scriverò della nuova identità assunta dalla pedagogia negli ultimi decenni e dei cambiamenti sociali che hanno portato alle “rivoluzioni” in campo educativo. Analizzarò il rapporto tra differenze culturali, analizzando le risposte individuali che scaturiscono dall'incontro tra Sè e “Altro da Sé” e i modelli di integrazione utilizzati dai paesi occidentali per rispondere alle nuove società plurietniche; inoltre analizzerò il modello multiculturale e interculturale e tratterò, dal punto di vista sociologico, le dinamiche di gruppo e i rapporti di potere che in esso si esercitano.

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Introduzione Con questa ricerca ho voluto analizzare la realtà multiculturale nella Provincia di Bolzano da un punto di vista storico-comparativo per poter capire come si sono sviluppate due identità culturali contraddistinte, il gruppo sudtirolese (di madrelingua tedesca) e il gruppo altoatesino (di madrelingua italiana) e quali modelli di inclusione/esclusione sono stati adottati da essi per gestire il problema della convivenza. L'obiettivo era quello di ricavare un quadro generale della situazione riguardante il rapporto interetnico di questa Provincia per poi poter fornire delle interpretazioni di natura psico-sociologica e per arrivare infine a proporre della soluzioni pedagogiche. Secondo le mie ipotesi di partenza le cause delle conflittualità tra i due gruppi etnici andavano ricercate nel sistema formativo, quindi la pedagogia, come scienza dell'educazione, risultava essere la disciplina più adatta a fornire soluzioni propedeutiche al problema d'integrazione in Alto Adige/Sűdtirol. Questa tesi è divisa in due parti, nella prima tratterò la realtà multiculturale nella Provincia di Bolzano attraverso un analisi storico-politica, nella seconda passerò alla parte teorica, in cui tratterò i temi della pedagogia interculturale traendo contributi dalla sociologia e dalla psicologia, per arrivare principalmente a due risultati: il primo, quello di interpretare la situazione altoatesina attraverso un analisi delle dinamiche che avvengono nei gruppi sociali, nella costruzione culturale della realtà e nelle dinamiche che portano all'etnocentrismo; il secondo, quello di motivare perché il modello interculturale è preferibile ad altri modelli d'integrazione e ne spiegherò le caratteristiche. Nel primo capitolo della prima parte analizzerò la storia della Regione per contestualizzare l'argomento e per cercare di individuare i momenti che hanno determinato le “rotture” nei rapporti tra tirolesi e italiani. Mi servirò di testimonianze e di fatti di cronaca per ricostruire i diversi punti di vista assunti da i due gruppi e proverò a darne una lettura attingendo dalle conoscenze fornitemi dalle scienze sociali. 1

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Parole chiave

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conflitto
conflittualità
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emergenze pedagogiche
etnocentrismo
identità culturale
intercultura
metodi didattici
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