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Legittimità del provvedimento e responsabilità dell'Amministrazione Pubblica

La tematica della responsabilità dell’Amministrazione da atti legittimi si inserisce all’interno di quel processo di trasformazione che sta interessando, da alcuni anni, il diritto amministrativo sia sotto il profilo sostanziale - con recenti innovazioni normative volte per lo più alla semplificazione dell’esercizio della funzione pubblica -, sia sotto il profilo processuale con il riconoscimento della risarcibilità del danno da lesione di interessi legittimi, avvenuto con la “storica” sentenza n. 500/99 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.

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2 1.1. LA DICOTOMIA TRA LEGITTIMITÀ E LICEITÀ NELLA SFERA PUBBLICA: IL NODO CRUCIALE DEL PROBLEMA “Non si è responsabili perché l’atto è invalido, si è responsabili perché l’atto è illecito1”. In questo modo si esprimeva una della più autorevoli voci della dottrina civilista, intervenendo in un convegno organizzato a Napoli per il “trentennale” dalla nascita dei Tribunali Amministrativi Regionali, durante il quale veniva messa in risalto la dicotomia2 esistente tra la nozione di invalidità da un lato e la nozione di illiceità dall’altro3. 1 N. IRTI, Concetto giuridico di “comportamento” e invalidità dell’atto, in Rivista trimestrale di Diritto Processuale Civile 2005, vol. IV, pag. 1053. Si veda, a tal proposito anche S. CIMINI, La colpa nella responsabilità civile delle amministrazioni pubbliche, Giappichelli, Torino 2008, pag. 179 nota 60. 2 A tal proposito, N. IRTI, ult. op. cit. ribadisce espressamente che tra le categorie della illegittimità e della illiceità non sussista coincidenza alcuna. Dello stesso avviso anche E. GUICCIARDI, La giustizia amministrativa, Padova 1954, pag. 24 il quale dopo aver rilevato la complessità dei rapporti che intercorrono fra illiceità e invalidità degli atti amministrativi, riconosce la “piena indipendenza di questi due modi di essere degli atti amministrativi”, e S. CIMINI, ult. op. cit. pag. 180 secondo il quale “bisogna tener ben ferma la distinzione tra illegittimità dell’atto e illiceità del comportamento, giacché è solo quest’ultimo l’elemento necessario per configurare una condotta antigiuridica”. Di parere contrario F. SATTA, Responsabilità della pubblica amministrazione, in Enciclopedia del Diritto, vol. XXXIX, Giuffrè 1988, pag. 1374 il quale rileva come “la condotta della pubblica amministrazione, cioè l’esercizio della funzione commessale, sia retta da regole proprie, la cui violazione soltanto integra la fattispecie dell’illecito. Sembra qui essenziale rilevare che, comunque, trattandosi di un danno recato con atto amministrativo, lo speciale regime previsto per la tutela giurisdizionale nei confronti di tali atti non può essere trascurato; e che, pertanto, qualunque discorso sul risarcimento del danno (ovvero sull’illiceità della condotta) non può non ritenersi precluso, se l’atto non sia stato giudicato illegittimo”. 3 A. ORSI BATTAGLINI, Alla ricerca dello stato di diritto, Giuffrè, Milano 2005 pag. 171, analizzando le problematiche sottese a due questioni, ritenute “mai sopite” come la distinzione teorica tra legittimità e liceità, da un lato, e l’autonomia dei mezzi di tutela previsti dall’ordinamento, dall’altro lato, ritiene tali argomentazioni “il nodo cruciale del problema”.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Paolo Nicola Muratore Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1407 click dal 15/06/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.