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I nuovi disturbi del comportamento alimentare: B.E.D. - Ednos - Obesità. Diagnosi e cura

I nuovi disturbi (DAI-EDNOS-OBESITA’) sono in espansione sia per età di insorgenza, sia per le patologie ad esso correlate sia di tipo medico (diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, cerebrovasculopatie) che di tipo psichiatrico in asse I° che II° (disturbi di personalità, depressione maggiore, disturbi ossessivo –compulsivi- borderline).
Il disturbo da alimentazione incontrollata (DAI o BED, DSM-IV) è un disturbo alimentare molto frequente nella popolazione generale adulta, sopratutto nel sesso femminile. E’ caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate alimentari, senza l'utilizzo regolare di inappropriati comportamenti compensatori (farmaci, vomito autoindotto, iperattività fisica). Una abbuffata è caratterizzata da una introduzione di una grande quantità di cibo, consumato rapidamente, in solitudine, senza che sia avvertita la necessità fisica, in un limitato periodo di tempo, con la sensazione di perdita di controllo sul cibo. Tale situazione è seguita da una spiacevole sensazione di pienezza, disgusto e senso di colpa (DSMIV). Spesso questa situazione è associata a disturbi dell’umore, che portano l’individuo ad un isolamento sociale. Una certa percentuale di soggetti DAI sporadicamente applica le condotte di eliminazione privilegiando l’abuso di lassativi rispetto al vomito autoindotto.
I disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati (EDNOS nella terminologia inglese) comprendono da un lato, situazioni simili all’anoressia o alla bulimia alle quali manca tuttavia uno dei criteri richiesti per la diagnosi vengono perciò definite anche sindromi parziali o disturbi sotto soglia, dall’altro una serie di disturbi ancora non completamente definiti e delineati.
L’obesità è una patologia cronica definita come un eccesso di peso corporeo superiore del 10% rispetto a quello fisiologico Le cause dell’obesità sono molteplici, le più importanti sono di tipo genetico, comportamentale, ambientale, sociale, economico. Il DAI ha una prevalenza nella popolazione generale variabile dallo 0,6% al 3%.
Caratteristici dei pazienti affetti da DAI sembrano anche essere la continua lotta per evitare le abbuffate, l’aspirazione ad elevati standard di perfezione nella dieta. Per ciò che riguarda l’attività fisica, l’atteggiamento dei soggetti DAI si avvicina di più allo stile di vita degli obesi (sedentarietà) che non a quello dei soggetti affetti da altri DCA. Le terapie più indicate sono la CBT e la ITP. La psicoterapia cognitivo-comportamentale, viene applicata come psicoterapia di elezione rispetto alle altre psicoterapie e viene fatta in piccoli gruppi: La prima fase della terapia (8 sedute) si pone i seguenti obiettivi:
L’intervento educativo è quindi mirato, fin dall’inizio, a far accettare ai pazienti il fatto che essi saranno sempre in sovrappeso e di taglia superiore alla media. Educazione alimentare:
Ristrutturazione cognitiva:
La terza e ultima fase (6 sedute) affronta eventuali problematiche emerse durante il trattamento e la prevenzione delle ricadute, attraverso l’identificazione delle situazioni ad alto rischio e le relative strategie per combatterle:Prevenzione delle ricadute e fine della terapia: questa fase viene prolungata di uno o due mesi; ciò è dovuto al fatto che nei soggetti con DAI occorre più tempo per raggiungere modificazioni del comportamento alimentare significative. E’, inoltre, necessario aiutare i pazienti a sviluppare un ampio range di attività piacevoli e facilmente eseguibili che possono ridurre il valore positivo di rinforzo delle abbuffate.
RICERCA: Nella ricerca effettuata è stato preso un campione di pazienti con diagnosi di Obesità e DAI e gli sono stati somministrati una batteria di test specifica composta da: Sympton Check List-90, EDI-2, WHOQOL-breve, BED-Q, BES, MCMI è possibile evidenziare alcune informazioni inerenti sia la provenienza, il genere , i trattamenti pregressi, il tipo di patologia riscontrata e misurare le eventuali dimensioni psicopatologiche nell’SCL-9
Concludo tracciando un profilo del paziente DAI che è così delineato:
1. Ha un comportamento alimentare egodistonico (68%)
2. Si abbuffa quasi ogni giorno (64%)
3. L’abbuffata dura dai quindici ai sessanta minuti (68%)
4. Non avviene mai in seguito a restrizione (96%)
5. Ha poca fame prima delle abbuffate (67%)
6. Non utilizza mai metodi di compenso (80%)
7. Il piacere provato abbuffandosi è sempre inferiore alle previsioni (84%)

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3 I° PARTE Premessa: Storia dei D.A. In questo elaborato tratterò i Disturbi dell’alimentazione, sia dal punto di vista teorico-metodologico, che dall’osservazione clinica prendendo come esempio un Centro per i Disturbi Alimentari nel quale ho svolto il tirocinio. Vengono classificati “nuovi” Disturbi Alimentari (DAI-EDNOS-OBESITA’), quelli insorti recentemente, rispetto alle due precedenti tipologie quali: Anoressia e Bulimia. L’anoressia era una patologia rara alla fine degli anni settanta ma negli anni novanta si è presentata in forma epidemica. Nell’anoressia i soggetti che ne sono colpiti, hanno una dispercezione corporea con una fissazione sul controllo del peso che ne diventa l’obiettivo primario. Vi è di solito una condizione di iponutrizione di varia gravità, con modificazione endocrine e metaboliche secondarie e disturbi delle funzioni corporee. I sintomi includono una scelta dietetica ristretta, un esercizio fisico eccessivo. Nella bulimia invece, si hanno delle abbuffate compulsive seguite dall’espulsione del cibo ingerito adottando varie metodiche. Questa sindrome condivide molti aspetti psicopatologici con l’anoressia nervosa compresa un’eccessiva preoccupazione per la forma e/o il peso corporeo. Il vomito ripetuto può comportare l’insorgenza di disturbi elettrolitici e di complicanze somatiche. Vi è spesso , ma non sempre, una storia di episodio precedente di AN. Con un intervallo compreso tra pochi mesi a diversi anni.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Lucia Ciarini Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

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