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Il mercato delle licenze

Informazioni tesi

  Autore: Luca Limongelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Luigi Filippini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 22

Al giorno d’oggi, il mercato delle licenze ed il sistema delle licenze è comunemente utilizzato in tutti i tipi di industrie, da quella manifatturiera a quella dei servizi. Le licenze sono infatti una fonte di profitto per l’inventore (chiamato anche licenziatario) il quale guadagna un profitto attraverso la licenza concessa alle aziende. I modi più comuni di dare in licenza un’invenzione sono: le royalty per unità di prodotto che utilizzano la tecnologia brevettata, una somma fissa che è indipendente dalla quantità prodotta, una soluzione che combina le prime due. Il licenziatario ha solitamente la possibilità di scegliere liberamente il modo di licenza che preferisce per i propri affari. Inoltre, può decidere se fissare una royalty e/o una somma fissa attraverso la quale ogni azienda può acquistare la licenza sia liberamente che attraverso un’asta di un numero fisso di licenze. L’obbiettivo resta sempre quello di massimizzare il profitto attraverso l’utilizzo della modalità di licenza più adatta. Nella letteratura economica vengono citati due casi generali, caratterizzati da posizioni diverse del licenziatario nel mercato. Nella prima, il licenziatario si trova al di fuori del mercato, ovvero non è un competitore diretto del mercato nel quale l’invenzione viene commercializzata; nel secondo caso, il licenziatario opera internamente al mercato e di conseguenza diventa egli stesso un competitore. Date queste due possibili situazioni, i risultati derivati da tali modi d’offerta è particolarmente rilevante. Se il licenziatario si trova in una posizione di outsider, la somma fissa è una strategia che meglio può soddisfare il proprietario del brevetto. Dall’altro lato, se il proprietario del brevetto è anche un insider, allora la miglior soluzione è sicuramente la royalty. Teoricamente, questa conclusione scientifica porterebbe ad affermare che il mercato delle licenze per somma fissa o per royalty sia dipendente dalla posizione nel mercato del proprietario del brevetto. Ma i fatti empirici dimostrano che la maggior parte delle aziende predilige le royalty rispetto alle somme fisse. Studi compiuti recentemente inoltre rimarcano questa tendenza affermando che le royalty o una soluzione che combina tasso fisso e royalty è più comune del pagamento di un singolo prezzo. Durante questa trattazione cercheremo di dare una spiegazione plausibile di questo nuovo trend che caratterizza il mercato delle licenze.
Offrire in licenza un’innovazione che per sua natura riduce i costi attraverso un sistema di royalty è dimostrato essere il miglior sistema dal punto di vista del profitto del proprietario del brevetto. Ciò avviene, ad esempio, nel caso in cui il licenziatario può vendere la propria innovazione a tutti i giocatori del settore.

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4 2. Somma fissa Vs. royalty: due punti di vista in un modello di duopolio di Cournot Nonostante il fatto che la licenza per mezzo della royalty è solitamente un modello più prevalente della licenza per mezzo di una somma fissa, la dottrina teorica ha scoperto cha dare in licenza a fronte di un corrispettivo di una somma è più vantaggioso della royalty sia per il proprietario del brevetto che per i consumatori (Kamien e Tauman). Il modello che è stato maggiormente studiato in letteratura è la concessione della licenza di un‟innovazione per la riduzione dei costi ad aziende con tecnologie di produzione meno efficienti da parte di un proprietario non produttore. Il presente modello studia e compara la licenza sia per mezzo della royalty che per mezzo di una somma fissa in un duopolio di Cournot omogeneo nel quale una delle aziende presenta anch‟essa un‟innovazione di riduzione dei costi. La differenza chiave tra il presente modello e i modelli esistenti in letteratura è che nel primo sistema il proprietario del brevetto è anche un produttore nel mercato mentre nei modelli precedenti il proprietario è solitamente esterno al mercato. Da ciò deriva che un proprietario del brevetto esterno al mercato è generalmente interessato solo ai redditi totali derivanti dalla licenza mentre una società proprietaria del brevetto è interessata ai suoi guadagni totali (redditi su licenze + profitti). In contrasto con il fatto che in letteratura la licenza tramite somma fissa è considerata più vantaggiosa della licenza con royalty da parte del proprietario del brevetto, questo lavoro proverà che la licenza per mezzo della royalty è in realtà più remunerativa della licenza per mezzo di un fisso quando l‟innovazione è del tipo non-drastico. Nel caso in cui si ha invece un‟innovazione drastica, la società che detiene il brevetto diventa un monopolista e di conseguenza la licenza non si verifica. Per quanto riguarda i consumatori, coerentemente ai risultati esistenti in letteratura, verrà confermato che i profitti derivanti dalla concessione della licenza a fronte di una somma fissa sono solitamente allo stesso livello dei proventi che derivano dalla concessione della licenza per mezzo della royalty. Un precedente studio è quello effettuato da Arrow, il quale studia i risultati di una licenza concessa ad un‟industria in concorrenza perfetta e ad un‟industria in monopolio. Inoltre, Kamien e Schwartz hanno esteso il modello di Arrow in un‟industria oligopolistica. Kamien e Tauman hanno invece esaminato le licenze date ad un‟industria in concorrenza perfetta sia a fronte di royalty che a fronte di un fisso. I due autori hanno quindi comparato le due modalità di concessione della licenza in un oligopolio omogeneo con un proprietario del brevetto che opera esternamente al mercato. Mentre

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Parole chiave

duopolio cournot
economia politica
il modello
licenze
microeconomia
royalty

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