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Disturbo borderline di personalità tra abuso e suicidio

Il Disturbo Borderline di Personalità (BPD: Borderline Personality Disorder) presenta delle specificità proprie, poiché è un disordine psichiatrico autonomo con un quadro clinico definito e sicuramente distinto da altri disturbi psichiatrici.
Vi è un sostanziale accordo in letteratura sul fatto che diversi fattori di rischio concorrono nell’eziopatogenesi di questo disturbo: fattori biologici legati all’aspetto ereditario del temperamento, disfunzioni neuropsicologiche, fattori psicologici legati ad esperienze traumatiche, stili di attaccamento e comunicazione all’interno della famiglia, ed anche fattori sociali che possano condurre a forme di disgregazione.
Tutto ciò conduce il soggetto borderline al centro di un universo patologico tra nevrosi e psicosi: quindi la complessità dei percorsi eziopatogenetici che, nel corso dello sviluppo, dovrebbero condurre al disturbo, contribuisce a rendere sfumata la specifica diagnosi, a differenziare notevolmente gli interventi, e quindi ad indirizzare le prospettive di ricerca sulla base dei diversi approcci teorici.
Il fatto che si rilevi un’elevata frequenza di comorbidità fra BPD ed altri disturbi psichiatrici, dimostra la necessità di operare in modo più consapevole sulle specificità della sindrome. Dopo avere introdotto i criteri diagnostici del DSM-IV-TR e gli aspetti problematici relativi alle diagnosi cliniche, saranno evidenziati due aspetti specifici connessi al BPD: il ruolo dell’abuso ed il suicidio.

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3 INTRODUZIONE Il Disturbo Borderline di Personalità (BPD: Borderline Personality Disorder) presenta delle specificità proprie, poiché è un disordine psichiatrico autonomo con un quadro clinico definito e sicuramente distinto da altri disturbi psichiatrici. Vi è un sostanziale accordo in letteratura sul fatto che diversi fattori di rischio concorrono nell’eziopatogenesi di questo disturbo: fattori biologici legati all’aspetto ereditario del temperamento, disfunzioni neuropsicologiche, fattori psicologici legati ad esperienze traumatiche, stili di attaccamento e comunicazione all’interno della famiglia, ed anche fattori sociali che possano condurre a forme di disgregazione. Tutto ciò conduce il soggetto borderline al centro di un universo patologico tra nevrosi e psicosi: quindi la complessità dei percorsi eziopatogenetici che, nel corso dello sviluppo, dovrebbero condurre al disturbo, contribuisce a rendere sfumata la specifica diagnosi, a differenziare notevolmente gli interventi, e quindi ad indirizzare le prospettive di ricerca sulla base dei diversi approcci teorici. Il fatto che si rilevi un’elevata frequenza di comorbidità fra BPD ed altri disturbi psichiatrici, dimostra la necessità di operare in modo più consapevole sulle specificità della sindrome.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Mauro Bruzzese Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10998 click dal 24/06/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.