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Il monitoraggio dell'Area Marina Protetta ''Isola di Bergeggi'': Point Intercept Transect e Quadrati visuali a confronto

Nell'ambito del primo anno di monitoraggio dell'AMP “Isola di Bergeggi” è stato valutato lo stato dei popolamenti bentonici delle scogliere infralitorali ad una profondità compresa tra 5 m e 20 m nelle tre zone sottoposte a diverso regime di protezione. I rilevamenti in mare sono stati eseguiti utilizzando due tecniche di campionamento visivo che permettono di rilevare superfici di fondale differenti, il quadrato ed il Point Intercept Transect (PIT). Con entrambi i metodi sono stati identificati i taxa presenti e ne sono stati stimati il ricoprimento sul substrato e la frequenza all'interno dell'area indagata. Questo doppio campionamento ha dato l'opportunità di effettuare un confronto metodologico al fine di verificare quale tecnica sia più adatta per il monitoraggio di un'AMP. Contemporaneamente, si è voluto verificare se ci fossero delle differenze nei risultati ottenuti utilizzando dati prelevati sotto forma di ricoprimento percentuale o di frequenza.
I dati di ricoprimento e di frequenza di ogni specie (o raggruppamento di rango superiore) prelevati sia con i quadrati sia con i PIT, sono stati confrontati mediante analisi multivariate (MDS, Cluster analysis, SIMPER) per indagare la similarità tra i siti di rilevamento. Sulla base del numero di specie (o taxon) rilevato in ogni replica, inoltre, è stato calcolato il Dispersion Coefficient per valutare l'entità della dispersione fra le repliche al variare della dimensione dell'area campionata.
I risultati hanno evidenziato che l'elevata variabilità tra le repliche di quadrato impedisce di rilevare le differenze che possono esistere a livello dei siti di campionamento. Tale limite potrebbe essere superato aumentando il numero delle repliche, ma ciò porterebbe ad un incremento notevole del tempo di permanenza sott'acqua. Al contrario il PIT, rilevando una superficie di fondo maggiore, presenta una bassa variabilità fra le repliche ed un'ottima abilità a distinguere i differenti siti di campionamento.
Per quanto riguarda il confronto tra i dati di ricoprimento percentuale e i dati di frequenza, non è stata riscontrata alcuna sostanziale differenza tra i due descrittori. È quindi preferibile l'utilizzo della frequenza per lo studio dei popolamenti bentonici in quanto richiede tempi di rilevamento minori.

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RIASSUNTO Nell'ambito del primo anno di monitoraggio dell'AMP “Isola di Bergeggi” è stato valutato lo stato dei popolamenti bentonici delle scogliere infralitorali ad una profondità compresa tra 5 m e 20 m nelle tre zone sottoposte a diverso regime di protezione. I rilevamenti in mare sono stati eseguiti utilizzando due tecniche di campionamento visivo che permettono di rilevare superfici di fondale differenti, il quadrato ed il Point Intercept Transect (PIT). Con entrambi i metodi sono stati identificati i taxa presenti e ne sono stati stimati il ricoprimento sul substrato e la frequenza all'interno dell'area indagata. Questo doppio campionamento ha dato l'opportunità di effettuare un confronto metodologico al fine di verificare quale tecnica sia più adatta per il monitoraggio di un'AMP. Contemporaneamente, si è voluto verificare se ci fossero delle differenze nei risultati ottenuti utilizzando dati prelevati sotto forma di ricoprimento percentuale o di frequenza. I dati di ricoprimento e di frequenza di ogni specie (o raggruppamento di rango superiore) prelevati sia con i quadrati sia con i PIT, sono stati confrontati mediante analisi multivariate (MDS, Cluster analysis, SIMPER) per indagare la similarità tra i siti di rilevamento. Sulla base del numero di specie (o taxon) rilevato in ogni replica, inoltre, è stato calcolato il Dispersion Coefficient per valutare l'entità della dispersione fra le repliche al variare della dimensione dell'area campionata. I risultati hanno evidenziato che l'elevata variabilità tra le repliche di quadrato impedisce di rilevare le differenze che possono esistere a livello dei siti di campionamento. Tale limite potrebbe essere superato aumentando il numero delle repliche, ma ciò porterebbe ad un incremento notevole del tempo di permanenza sott'acqua. Al contrario il PIT, rilevando una superficie di fondo maggiore, presenta una bassa variabilità fra le repliche ed un'ottima abilità a distinguere i differenti siti di campionamento. Per quanto riguarda il confronto tra i dati di ricoprimento percentuale e i dati di frequenza, non è stata riscontrata alcuna sostanziale differenza tra i due descrittori. È quindi preferibile l'utilizzo della frequenza per lo studio dei popolamenti bentonici in quanto richiede tempi di rilevamento minori. 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Ambientali Marine

Autore: Giulia Gatti Contatta »

Composta da 136 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 411 click dal 28/06/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.