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Ricerche sul fisco

Informazioni tesi

  Autore: Massimo Savatteri
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Catanzaro Magna Grecia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Antonietta Di Mauro Todini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 126

Nel quadro dell’organizzazione pubblica romana, nell’età della repubblica e dell’impero, il principale centro d’imputazione d’interesse generale non era solo il populus Romanus, ma esistevano anche altri centri d’imputazione di relazioni giuridiche che si venivano a formare attraverso lo svolgimento storico dell’esperienza romana. Uno di questi fu per l’appunto il fiscus che costituì forse l’unica figura e forma organizzatoria che comprendeva situazioni numerosissime, molto varie e tra loro diverse, la cui disciplina nell’ambito dell’organizzazione pubblica si venne componendo lentamente, non senza esitazioni, incertezze e molteplicità di soluzioni. La romanistica moderna ha evidenziato il profilo prevalentemente privatistico dell’istituto e ciò per ovvie ragioni: sia l’attività normativa che quella giurisprudenziale romana hanno sviluppato proprio l’aspetto privatistico di tale situazione come in altre. Ma è indubbio che il fisco acquisì ben presto forma e figura connessa immediatamente con l’organizzazione pubblica per cui la disciplina privatistica fu la conseguenza della sua funzione e del suo carattere pubblicistico. Ciò in un quadro assai complesso e particolare in cui i concetti di “Stato” e di “persona giuridica” furono estranei alla mentalità giuridica romana.

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4 In foto: Pagamento delle imposte - sul tavolo dell’esattore si notano ceste (fiscus) con monete; rilievo (particolare del II sec. d.C.), da Neumagen. Treviri, Rheinisches Landesmuseum. Introduzione « Quater pecunia mea iuvi aerarium, ita ut sestertium milliens et quingenties ad eos qui praerant aerario detulerim. Et M. Lepido et L. Arruntio cos. in aerarium militare, quod ex consilio neo constitutum est, ex quo praemia darentur militibus, qui vicena aut plura stipendia emeruissent — HS milliens et septingentiens ex patrimonio meo detuli. »1 « Quattro volte aiutai l'erario con denaro mio, sicché consegnai centocinquanta milioni di sesterzi a coloro che sovrintendevano l'erario. E sotto il consolato di Marco Lepido e Lucio Arrunzio trasferii l'erario militare, che fu costituito su mia proposta perché da esso si prelevassero i premi da dare ai soldati che avessero compiuto venti o più anni di servizio, centosettanta milioni di sesterzi prendendoli dal mio patrimonio.» 1 Res Gestae Divi Augusti - Pars altera. Capitolo 17.

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