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Crisi d'impresa: il ruolo della gestione finanziaria nella ristrutturazione. Il caso di una P.M.I. italiana

Lo scopo principale del lavoro è fornire un quadro completo della crisi ed un impianto metodologico per il processo di diagnosi e per l’impostazione di un percorso di risanamento e di superamento delle stesse, puntando sul ruolo della gestione finanziaria e, quindi, della generazione di cash flow positivi.
L’elaborato si struttura in quattro parti. La prima prende in esame gli aspetti introduttivi della crisi aziendale, gli eventuali interventi e la sua gestione nell’ottica del risanamento, il tutto presentandone una descrizione d’insieme. Vengono considerate attentamente le cause, i diversi stadi, il ruolo cruciale dell’advisor e le strategie per risollevarsi dalla crisi. A conclusione di tale parte si affronta la delicatissima fase del “ritorno alla creazione di valore”. La seconda parte tratta del rapporto banca impresa, considerando l’evoluzione del credito e gli effetti che la crisi ha portato sull’indebitamento delle P.M.I. analizzando anche il commercial financing e l’importanza di tale pratica per l’impresa. Vengono poi esaminati concetti legati alla rinegoziazione del debito con le banche ed al sistema di rating bancario, soffermandosi su argomenti quali la Centrale dei rischi e l’Accordo Basilea II. La terza, invece, presenta l’analisi degli intangible asset ossia delle tre componenti del capitale intellettuale (umano, organizzativo e relazionale), considerando l’importanza centrale di tali asset nei momenti di crisi economicofinanziaria ed il loro ruolo nel risanamento. Viene esaminata la grande rilevanza del patrimonio intangibile che ha permesso a molte organizzazioni di superare la crisi, custodendo e rafforzando la propria solidità, qualità e reputazione. Infine, nell’ultima parte dell’elaborato viene preso in esame il caso di una P.M.I. italiana che a causa della congiuntura economica mondiale si è trovata in
una situazione di forte squilibrio finanziario ed economico. Inizialmente viene effettuata la riclassificazione del bilancio per effettuare un’analisi per indici e flussi con lo scopo di individuare i segnali di una crisi latente. Successivamente è stato analizzato il processo di ristrutturazione del debito intrapreso dalla società coadiuvata da un advisor esterno.

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6Introduzione La crisi finanziaria ha dominato il 2009, andando a ricoprire un posto di rilievo nella storia economica dei prossimi anni. Il coinvolgimento di numerosi istituti finanziari, il crollo dei mercati azionari, il credit crunch1, hanno posto il mondo intero ad un passo da un tracollo sistemico. Sir Winston Churchill in una sua celebre espressione disse: “un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità a differenza dell’ottimista che invece vede l’opportunità in ogni difficoltà”. Per l’impresa la crisi rappresenta un momento di prova, di ridefinizione e revisione o di potenziamento degli obiettivi, inoltre mette a nudo le capacità e le potenzialità organizzative delle istituzioni implicate e le loro culture profonde. Infatti, aprendo le reti di relazioni con persone ed organizzazioni e riattivando legami stabiliti in precedenza, la crisi può divenire fonte di opportunità. L’azienda è chiamata ad affrontare quotidianamente situazioni complesse ed articolate che possono compromettere la sua stessa sopravvivenza. Il declino, che può arrivare a trasformarsi in crisi, è una fase che ha caratterizzato e sta caratterizzando un numero cospicuo di organizzazioni. La crisi d’impresa può dipendere da diverse cause ed occorre distinguere tra cause interne, legate ad errori di natura strategica, organizzativa, all’incapacità e all’incompetenza del management, ed esterne, legate a fattori esterni incontrollabili di tipo congiunturale. Vi sono poi cause soggettive, attribuibili alla responsabilità del 1 Con il termine credit crunch (stretta del credito), si indica un calo significativo (o inasprimento improvviso delle condizioni) dell’offerta di credito al termine di un prolungato periodo espansivo, in grado di accentuare la fase recessiva. Il credit crunch avviene solitamente al termine della fase di espansione, quando le banche centrali alzano i tassi di interesse al fine di raffreddare l’espansione ed evitare il rischio inflazione, spingendo gli istituti di credito ad alzare i propri tassi di interesse e chiudendo l’accesso al credito per chi non può permettersi la spesa. In altri casi, può avvenire che, sull’onda di fallimenti bancari e ritiro della liquidità, le banche applichino una chiusura del credito per evitare esse stesse il fallimento.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Monica Marisotto Contatta »

Composta da 267 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5871 click dal 05/07/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.