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Un progetto integrale di gestione integrata: il bacino idrografico del Zaza a Cuba

Il tema della gestione integrata e partecipativa dei bacini idrografici non è un tema nuovo ma nella realizzazione pratica l’elemento sociale è ancora poco inserito e studiato. Nonostante si sia parlato molto di integrazione degli elementi economici, ambientali e sociali, la gestione dei bacini si focalizza ancora in modo prioritario sullo studio delle componenti ambientali. Lo studio che propongo ha invece come finalità proprio l’analisi delle modalità con cui si può inserire la componente sociale nella gestione di un bacino idrografico e nello specifico la ricerca di metodi per la partecipazione diretta della popolazione.
Questo lavoro nasce proprio dall’esigenza di studiare possibili alternative di sviluppo legate a contesti locali, di capire che ruolo possa avere l’università come centro di creazione di sapere ma anche di possibile motore del cambiamento e di analizzare questi aspetti legandoli a un progetto di gestione di un bacino idrografico, tema di estrema importanza in un contesto mondiale in cui l’acqua sempre più sta diventando il nuovo petrolio del domani.
La tesi presenta una panoramica dei concetti di gestione integrata di bacino e di cooperazione locale e decentrata focalizzando l’attenzione al contesto latinoamericano e cubano in particolare. Il caso Cuba è stato scelto per l’avanzato concetto di integrazione delle risorse che il paese presenta. La parte relativa all’analisi di campo è stata realizzata nella città di Sancti Spiritus e in alcune zone del bacino del Zaza.

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Introduzione Il tema della gestione integrata e partecipativa dei bacini idrografici non è un tema nuovo ma nella realizzazione pratica l’elemento sociale è ancora poco inserito e studiato. Nonostante si sia parlato molto di integrazione degli elementi economici, ambientali e sociali, la gestione dei bacini si focalizza ancora in modo prioritario sullo studio delle componenti ambientali. Lo studio che propongo ha invece come finalità proprio l’analisi delle modalità con cui si può inserire la componente sociale nella gestione di un bacino idrografico e nello specifico la ricerca di metodi per la partecipazione diretta della popolazione. Non si tratta infatti solo di cercare di coinvolgere la popolazione locale ma di capire che tipo di problemi individua e che tipo di soluzioni propone ed è pronta a sostenere, in questo modo si considerano le risorse locali e le potenzialità di risposta della popolazione. Solo considerando questi elementi la gestione del bacino diventa una gestione locale realizzata da istituzioni diverse presenti sul territorio e dalla popolazione che lo abita. Al contrario invece, si sono spesso realizzati interventi senza una conoscenza approfondita della realtà di applicazione e senza studiare un progetto insieme a coloro che ne sono direttamente implicati. Le tragedie del mondo contemporaneo derivano in buona parte da forme di sviluppo parziale, distorto e discontinuo, dipendono dall’intervento esterno che impedisce ai sistemi locali di autoregolarsi e di dispiegare le proprie potenzialità.1 Il progetto è infatti uno strumento fondamentale per innescare processi di sviluppo e di cambiamento locale, ma costituisce comunque un’astrazione ipotetica, un tentativo cioè di innescare e governare processi che avranno luogo nel futuro. Per questo bisogna evitare di considerare questo strumento come un assioma assoluto e prevaricante le dinamiche della realtà, rispetto alle quali il progetto deve essere funzionale e non il contrario, bisogna cercare di realizzare 1 A. Colajanni 1994 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Sociologia

Autore: Silvia Berini Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 452 click dal 05/07/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.