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L'impresa forte. Il caso dell'azienda TES

Informazioni tesi

  Autore: Gaia Brenna
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia per le arti, la cultura e la comunicazione
  Relatore: Marina Puricelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 33

I distretti industriali italiani, da qualche anno a questa parte, sono sempre più esposti alle sfide derivanti dalla globalizzazione dei mercati, dall’evoluzione dei sistemi distributivi, dalla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. I distretti che oggi sembrano essere più degli altri a rischio sono quelli con prevalente imprenditorialità piccola e piccolissima, soggetti a eventuali profondi mutamenti, pur in presenza di istituti locali impegnati nei confronti della tutela e della salvaguardia dell’imprenditorialità.
Il distretto tessile di Como è certamente uno dei distretti più antichi e più consolidati del nostro paese. Tuttavia, da alcuni tempi, esso presenta i sintomi di una crisi strutturale che sembra averlo avviato verso un sentiero di progressiva contrazione e selezione delle imprese.
Al giorno d’oggi è molto difficile porsi obiettivi di lungo periodo per le imprese del settore tessile poiché si vive del quotidiano, di quello che è il just-in-time, in passato al contrario era molto semplice fare previsioni, budget e pianificare gli ordini in quanto il mercato permetteva consegne più lunghe.

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4 1. Introduzione Spesso in letteratura e sulla stampa economica si sono descritti i distretti industriali italiani come sistemi vincenti, lontani dal richiedere risorse o interventi specifici. Lo dimostra il fatto che per anni i distretti stessi non hanno sentito la necessità di coalizzarsi per richiedere interventi a loro favore. I distretti industriali italiani, da qualche anno a questa parte, sono sempre più esposti alle sfide derivanti dalla globalizzazione dei mercati, dall’evoluzione dei sistemi distributivi, dalla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. I distretti che oggi sembrano essere più degli altri a rischio sono quelli con prevalente imprenditorialità piccola e piccolissima, soggetti a eventuali profondi mutamenti, pur in presenza di istituti locali impegnati nei confronti della tutela e della salvaguardia dell’imprenditorialità. Il distretto tessile di Como è certamente uno dei distretti più antichi e più consolidati del nostro paese. Tuttavia, da alcuni tempi, esso presenta i sintomi di una crisi strutturale che sembra averlo avviato verso un sentiero di progressiva contrazione e selezione delle imprese. I recenti cambiamenti del sistema economico internazionale hanno messo in discussione le capacità progettuali delle imprese del distretto di Como: la netta separazione tra la capacità delle imprese nell'affrontare le sfide competitive e la capacità di risposta del sistema locale non hanno consentito di individuare opportune strategie collettive per le imprese distrettuali comasche.1 Un’indagine svolta dall’Osservatorio Distretto Tessile di Como su un campione di 90 imprese che operano nel distretto tessile comasco mostra come esso stia attraversando una crisi - originata negli anni ’90 - ascrivibile all’aumento della concorrenza sui mercati internazionali, con un conseguente impoverimento dell’immagine del prodotto serico. Il numero delle imprese, il loro fatturato e la loro capacità di offrire lavoro attraversano una fase di contrazione ormai strutturale. All’indebolimento infrastrutturale del distretto - fallimenti, delocalizzazioni, debolezze istituzionali - si somma anche una debolezza sul piano del sistema delle relazioni interne, caratterizzate da scarsa cooperazione, individualismo e poca fiducia reciproca. 1 F. Alberti, Il distretto tessile di Como, Aracne 2006

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