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Qualità della vita e tempo libero nel bambino con disabilità: l'esperienza di uno spazio-gioco

Il gioco è e deve essere l’attività fondamentale per ogni bambino perché è un’occasione unica di incontro e di crescita da cui non può essere privato. È fondamentale che venga sottolineata e tutelata l’importanza di questa dimensione anche nel bambino con disabilità. Solo attraverso il gioco e la gestione autonoma del tempo libero il bambino con disabilità e la sua famiglia possono scoprire che è possibile un benessere reale e quotidiano, che supera le difficoltà legate alla patologia e ai limiti che essa comporta. La famiglia deve essere attentamente seguita nel potenziamento del tempo di gioco per farne un’occasione di incontro con il bambino con disabilità e di sviluppo della qualità della vita.

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Introduzione. Chi di noi non ha mai giocato? Chi non ha mai apprezzato la bellezza di un semplice disegno o una di una costruzione fatta con i Lego? Chi non ha mai riso insieme al compagno di divertimenti? Forse per alcuni la risposta a queste domande sembra scontata, eppure non lo è affatto. Per la maggior parte delle persone il gioco è stato, ed è ancora, uno dei momenti più piacevoli di incontro, è dialogo con gli altri, con gli amici, i figli, i genitori: anche nell’età adulta il gioco rimane una delle occasioni di piacere e di benessere fondamentali per la persona. Alcuni anni fa ho scoperto, quasi per caso, una stupenda realtà associativa milanese, L’Abilità, e con essa il mondo della disabilità infantile, di cui si occupa quotidianamente. Incontrando la disabilità, ho compreso come la dimensione e il tempo del gioco fosse latente, nascosto, difficile da liberare e da potenziare, sia all’interno della dimensione quotidiana famigliare, sia nel tempo scolastico e libero. Per il bambino con disabilità l’incontro con il gioco è molto spesso l’incontro con il limite: i compagni di classe corrono dietro al pallone durante la ricreazione, ma la sedia a rotelle non è mai così veloce; gli amici disegnano un personaggio del cartone animato del momento che però non è mai riuscito a vedere per colpa degli occhi che non vedono; i vicini di casa non lo vogliono a giocare con loro perché è “troppo strano e solitario”; e così via. 7

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Paola Molteni Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.