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Aree protette: paesaggio e cogestione. Un'indagine in Burkina Faso.

Informazioni tesi

  Autore: Margherita Cisani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Interfacoltà
  Corso: Geografia
  Relatore: Egidio Dansero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 269

Partendo dalla consapevolezza dell’importanza del coinvolgimento della popolazione locale nelle pratiche di gestione delle a ree protette, la mia ricerca ha come obiettivo generale l’analisi di come lo studio del paesaggio possa essere uno strumento utile per una maggiore integrazione tra conservazione e utilizzo delle risorse.
Nel contesto di questo studio il paesaggio viene a costruirsi come un sistema complesso contenente diversi tipi di processi: culturali, biologici, economici, fisici e cognitivi. In particolare è importante sottolineare che, a differenza del concetto di territorio, parlare di paesaggio comporta la presenza di un soggetto, individuale o collettivo, che si rapporti con l’ambiente circostante. Questa relazione soggetto-territorio è una relazione percettiva, che come tale dipende da numerosi fattori, e porta così ad avere differenti e potenzialmente infiniti “sguardi” sul territorio. Esistono quindi diversi paesaggi personali, specie - e funzione - specifici, chiamati Ecofields nei più recenti studi di ecologia del paesaggio. Si può dire quindi che è dalla loro unione e interrelazione che nasce il paesaggio come sistema complesso. La tesi affronta in primo luogo i molteplici e multidisciplinari significati che contribuiscono a formare il paesaggio, partendo dalle visioni maggiormente ancorate ad un approccio ecologico fino a cercare di descriverne l’essenza più complessa, passando poi alle altre due tematiche chiave della ricerca: le aree protette e la partecipazione. Viene affrontato così il tema della gestione delle aree protette, descrivendo in particolare le tendenze in atto, le quali portano ad una sempre maggiore integrazione del paesaggio nelle risorse da tutelare e da scoprire, nonché gestire, attraverso la partecipazione delle popolazioni locali. A concludere la parte dedicata all’impianto teorico che costituisce la base della ricerca, vi è un capitolo dedicato alla cooperazione di tipo ambientale, considerata come un anello di congiunzione tra la promozione di uno sviluppo sostenibile e la tutela del paesaggio. La sezione successiva è quindi dedicata alla descrizione della ricerca effettuata in Burkina Faso, tale ricerca ha avuto l’obiettivo di scoprire i differenti sguardi insistenti sul paesaggio di un corridoio ecologico istituito grazie ad un progetto di cooperazione ambientale tra due aree protette nel sud del Paese.
La raccolta dei dati è stata effettuata tramite lo studio di documenti ufficiali e non, l’analisi cartografica e l’osservazione empirica, nonché grazie ad una serie di interviste singole e di gruppo, effettuate anche direttamente nei villaggi coinvolti dalla creazione del corridoio. Infine è stato utilizzato anche il mezzo fotografico, ispirandosi alle tecniche di Photo Elicitation. Con le informazioni raccolte, composte da dati di tipo scientifico, sociale e percettivo, è stato possibile delineare una struttura del paesaggio locale, riprendendo il modello descritto nella parte teorica e provando ad applicarlo in questo caso concreto. In tal modo il paesaggio è risultato essere composto da un substrato fisico, coincidente con il quadro ambientale, da un continuo processo di territorializzazione il quale genera forme, simboli, reti, strutture e significati i quali interagiscono con lo spazio delineando un mosaico ambientale; tale mosaico è percepito in modo diverso da numerose categorie di attori: la popolazione dei villaggi situati nelle immediate vicinanze del corridoio, il personale dell’Ong locale coinvolta, gli operatori della cooperazione internazionale e via dicendo, per ognuno di essi è stato possibile quindi inquadrare le caratteristiche principali del paesaggio da essi percepito. Infine si è cercato di ricomporre i livelli utilizzando la cartografia, cercando di esplicitare anche visualmente la struttura e la complessità del paesaggio. Quest’operazione di destrutturazione e ricomposizione del paesaggio richiederebbe sicuramente ricerche più approfondite ma si presenta sicuramente come un approccio utile per far emergere, considerare e quindi tutelare ogni tipo di paesaggio.

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6 Introduzione Le ultime righe della tesi che scrissi per la laurea triennale sancivano l’importanza di alcuni principi emersi dall’analisi delle metodologie di valutazione della sostenibilità, applicate ai Meccanismi di Sviluppo Pulito (CDM) previsti dal protocollo di Kyoto. Fra di essi vi era la consapevolezza di come il concetto di sostenibilità, applicato a livello locale, cambi in relazione al contesto culturale, ambientale e socio-economico e di come quindi siano fondamentali i processi partecipativi per far emergere tali significati e rendere i progetti compatibili con essi. L’interesse per la relatività dei pensieri e delle percezioni e per la ricerca di metodologie utili per operare in modo corretto nel campo della tutela dell’ambiente mi ha spinta a proseguire lungo questo tema, portandomi a proporre uno studio apparentemente molto diverso ma in realtà profondamente legato al primo. Sostituendo ai Clean Development Mechanisms il tema più generale della gestione delle aree protette e della cooperazione ambientale e al concetto di sostenibilità quello di paesaggio, l’equazione che rappresenta la questione principale che sottende tutto il lavoro è ancora valida: è possibile con le metodologie di valutazione della sostenibilità garantire la qualità dei progetti CDM? É possibile, attraverso l’analisi del paesaggio, migliorare la qualità della gestione delle risorse e dei progetti di cooperazione ambientale? Il concetto di paesaggio si è rivelato man mano sempre più ricco di significati e sfumature, nonché di campi di applicazione. La natura interdisciplinare del concetto, oltre che corrispondere all’impronta del mio percorso di studi, permette di comprendere, con uno sguardo ampio, molti aspetti della complessità del reale, senza tuttavia isolarli l’uno dall’altro ma mantenendoli interconnessi, come verrà illustrato, in una struttura generale unitaria. In primo luogo il paesaggio può essere considerato come l’oggetto di alcune discipline scientifiche, dell’ecologia del paesaggio principalmente, la quale sviluppa una serie di strumenti e di concetti con l’obiettivo di analizzare la disposizione degli elementi,

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Parole chiave

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burkina faso
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