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Strutture e stile del "Mio Carso" di Scipio Slataper

Il mio Carso, pur nella miriade di ristampe prodotte per tutto il Novecento e sino ai giorni nostri, non ha ricevuto un’attenzione appropriata . Emerge anzitutto un’asistematicità filologica: soltanto a partire dal 2006 si comincia un proficuo studio sui materiali d’autore ed è auspicabile un’edizione critica, oltre che una riedizione di tutti gli scritti.
Il presente lavoro di tesi si inserisce in questo recente solco di studi, prendendo in esame il romanzo di Slataper, a mio avviso tutt’oggi affascinante, ma bisognoso di maggiore considerazione. La trattazione si svolge in quattro capitoli: il primo capitolo sulla triestinità dell’autore, non esaustivo della questione, ha lo scopo di avvio all’analisi del montaggio (capitolo II) e dello stile del romanzo, con l’esame di alcuni luoghi specifici (capitolo III) e dei principali fatti linguistici (capitolo IV).

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Introduzione _______________________________________________________________________________ 4 Introduzione Nella nota introduttiva alle lezioni universitarie su Scipio Slataper e Giovanni Boine di Ezio Raimondi, Fausto Curi sottolinea a ragione che «Giovanni Boine e, in particolare, Scipio Slataper non hanno mai goduto di una costante attenzione da parte degli storici»1 e principalmente Slataper «è anche stato scarsamente oggetto di indagini esaustive»2. Diversa e più felice risulta infatti la situazione delle indagini su Boine, per il quale gli studi sulla lingua e sull‟opera sono stati abbastanza precoci, soprattutto grazie all‟interessamento di Gianfranco Contini già nel 19393. Non a caso il fatto che Ezio Raimondi se ne sia occupato negli anni accademici 1958-1959 e 1959-1960 «poteva apparire un gesto quasi temerario. Risultava certamente un atto fuori degli schemi accademici, se proprio non collideva con essi. Era infatti costume della critica universitaria, con poche eccezioni, lasciare alla critica militante lo studio della contemporaneità e concentrare invece l‟attenzione sui “classici”. […] Temerario davvero era poi 1 F. CURI, Nota introduttiva, in E. RAIMONDI, Prime lezioni. Scipio Slataper – Giovanni Boine, a cura di A. Battistini, F. Curi e W. Romani, Bologna, Pendragon, 2004, p. 7. 2 Ibidem, p. 8. 3 Si veda la nota 1 del paragrafo 4.1. Per la lingua di Slataper bisogna attendere C. DELCORNO, Lettura del «Mio Carso» di Scipio Slataper, in «Lettere Italiane», XV, 1963, pp. 165-183.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Antonino Isgrò Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.