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La sorte dell'impresa nel fallimento

Analisi delle procedure concorsuali e delle sorti dell'impresa soggetta al fallimento, in particolare del passaggio da procedure di tipo prevalentemente liquidative a procedure finalizzate al recupero ed alla salvaguardia dei complessi produttivi.

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1 CENNI INTRODUTTIVI Nell’ordinamento italiano la disciplina della crisi dell’impresa ha avuto, alle origini, il proprio pilastro nel fallimento, procedura giudiziaria che si caratterizzava e ancora si caratterizza, per ciò che il patrimonio dell’imprenditore insolvente viene sottratto all’amministrazione ed al potere di disposizione dello stesso e viene destinato al soddisfacimento dei creditori. Al fallimento, che ha costituito e tuttora costituisce il capostipite ed il paradigma delle procedure concorsuali, si sono aggiunti, nel tempo, altri istituti, che ne hanno ridotto l’area di applicazione: - la liquidazione coatta amministrativa: procedura amministrativa di tipo liquidativo, strutturalmente affine al fallimento, riservata a particolari categorie di imprese in funzione dell’interesse pubblico ad esse connesso; - il concordato preventivo: procedura che trova il suo perno in un accordo fra l’imprenditore in crisi ed i suoi creditori, sotto il controllo dell’autorità giudiziaria, finalizzato all’estinzione dell’intero passivo; - l’amministrazione controllata: procedura che trova anch’essa il suo perno in un accordo, sempre sotto il controllo dell’autorità giudiziaria, fra imprenditore in crisi e creditori, finalizzato a consentire, però, il superamento della crisi, con il ripristino della capacità di adempiere regolarmente alle obbligazioni. Su queste quattro procedure concorsuali si è articolata la legge fallimentare del 1942, che ha per lungo tempo fornito il nucleo centrale della disciplina della crisi di impresa.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giuseppe Agresti Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.