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La Corte Suprema del Regno Unito e la dottrina dello stare decisis. Un'analisi comparatistica

In questa trattazione, dopo una breve introduzione sulla gerarchia delle fonti nell’ordinamento britannico, verrà analizzato l’organo giurisdizionale di vertice del previgente sistema del Regno Unito, ossia la House of Lords, attraverso alcune riflessioni sul suo ruolo emblematico in relazione anche agli altri poteri dello Stato. Vedremo le ragioni storiche che hanno portato all’evoluzione di tale organo, le motivazioni che hanno indotto a tralasciare quella che è la classica divisione dei poteri Statali, così come prospettata da Montesquieu , ed attribuire alla Camera funzioni rientranti sia nell’ambito legislativo, che giurisdizionale, che, infine, esecutivo. Analizzeremo come il sistema britannico abbia permesso che la Camera Alta del Parlamento esercitasse anche la funzione di giudice supremo. Sarà necessario, quindi, vedere anche la composizione della House of Lords, in particolar modo una figura emblematica in ogni funzione ad essa attribuita: il Lord Chancelor e l’evoluzione che tale ruolo ha subito nel corso dei secoli, in special modo per quanto riguarda la funzione legislativa e quella giurisdizionale.
Di conseguenza, sarà fatta un’indagine sui cambiamenti apportati dalla riforma costituzionale e, soprattutto, sulle ragioni che, dopo secoli di tradizione, hanno indotto il Regno Unito ad un “taglio con il passato” e sulle cause che hanno dato luogo all’istituzione della Supreme Court of the United Kingdom, permettendo anche al sistema d’oltremanica di adeguarsi alla suddivisione “montesquieuana” dei poteri. Difatti, in tal modo, è stato possibile separare definitivamente il potere legislativo, conservato dalla House of Lords , da quello giurisdizionale, attribuito, appunto, alla Corte Suprema, potendo assicurare, almeno sulla carta, quella indipendenza e imparzialità richieste affinché un processo possa definirsi “giusto”.
Una volta capite le cause dell’evoluzione del sistema britannico, andremo ad analizzare un suo istituto tipico, anzi, emblematico: la dottrina dello stare decisis. Dopo una piccola introduzione storica di tale principio e dopo un’analisi sui vari significati attribuibili alla common law, vedremo come il precedente sia fortemente radicato nel Regno Unito, tanto da costituirne carattere essenziale ed imprescindibile. Studieremo l’evoluzione che esso ha subito nel passaggio del ruolo di vertice giurisdizionale dalla House of Lords alla Supreme Court ponendo l’attenzione, soprattutto, sulle sue caratteristiche, da cui si dedurranno i vantaggi e gli svantaggi che vi derivano. Fondamentale, per capire il funzionamento della dottrina del precedente, sarà l’analisi della decisione nelle sue componenti principali: la ratio decidendi e l’obiter dictum. Verrà spiegato in che modo l’una e l’altro vadano a costituire precedenti giudiziali: vincolanti la prima, persuasivi il secondo. Sarà effettuato anche uno studio sui momenti fondamentali che caratterizzano la “vita” di un precedente, partendo dalla sua nascita, passando per l’interpretazione e concludendo con la sua “fine” a causa della revoca da parte di un precedente diverso e contrastante.
Infine effettueremo un’analisi comparatistica col nostro sistema giurisdizionale, in particolar modo per quanto riguarda la figura del “precedente giuridico”, così come intesa dalla nostra Corte Suprema di Cassazione. Vedremo, allora, come tale figura sia, nel nostro ordinamento, strettamente legata alla funzione nomofilattica attribuita alla Corte stessa. Al riguardo ci soffermeremo sull’evoluzione di tale funzione anche a seguito di alcune riforme processuali recenti che, in qualche modo, hanno spinto ad accentuarne l’importanza. In particolar modo l’attenzione verrà fissata sull’introduzione di un “filtro” sui ricorsi in Cassazione, che dovrebbe consentire la riduzione del carico di lavoro della Corte Suprema stessa.
Per concludere verrà poi effettuata un’analisi circa l’opportunità, i vantaggi e gli speculari svantaggi, derivanti dai due sistemi, britannico e italiano. L’analisi finale sarà dedicata anche ai punti d’incontro tra i due ordinamenti, in relazione alla dottrina del precedente, che potrebbero sembrare possibili, senza tralasciare quella che è l’importanza che la storia e la tradizione rivestono nella questione.

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1 INTRODUZIONE “The Supreme Court of the English people ought to be a great conspicuous tribunal, ought to rule all other courts, ought to have no competitor, ought to bring our law into unity, ought not to be hidden beneath the robes of a legislative assembly”1. Questa citazione di un giornalista britannico, Walter Bagehot, risalente al lontano 1894, rispecchia quello che è lo scopo del Constitutional Reform Act , di oltre un secolo successivo, nell‟istituire la Corte Suprema del Regno Unito. In questa trattazione, dopo una breve introduzione sulla gerarchia delle fonti nell‟ordinamento britannico, verrà analizzato l‟organo giurisdizionale di vertice del previgente sistema del Regno Unito, ossia la House of Lords, attraverso alcune riflessioni sul suo ruolo emblematico in relazione anche agli altri poteri dello Stato. Vedremo le ragioni storiche che hanno portato all‟evoluzione di tale organo, le motivazioni che hanno indotto a tralasciare quella che è la classica divisione dei poteri Statali, così come prospettata da Montesquieu2, ed attribuire alla Camera funzioni rientranti sia nell‟ambito 1 Citazione tratta da Bagehot W., The English Constitution, London, Kegan Trench, Trubner & co., 1894. 2 Montesquieu, De l’esprit des lois (1748), tr. It. A cura di S. Cotta, Torino, UTET, 1952.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Valerio Meucci Contatta »

Composta da 234 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4574 click dal 23/07/2010.

 

Consultata integralmente 25 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.