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Il reddito imponibile e i guadagni derivanti dalle attività illecite

E' giusto rendere imponibili i redditi derivanti da attività illecite? Veloce disanima delle problematiche legate alla legge 537 del 1993 e critica circa la previsione della indeducibilità dei costi illeciti.

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2 INTRODUZIONE L’art. 1 del DPR 22 Dicembre 1986 n. 917stabilisce che il presupposto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è il possesso di redditi. Si comprende subito che per poter procedere nell’analisi di questa normativa è importante chiarire quale sia il senso che il legislatore ha attribuito al concetto di reddito e quello che d’altra parte ha attribuito a quello di possesso. Sia per quanto concerne il concetto di reddito sia per quanto concerne quello di possesso, risulta interessante analizzare la tematica dei redditi provenienti da reato. Da un lato infatti intendendo il reddito come un valore netto, ci si imbatte nel problema della deducibilità dei costi che, prevista in linea generale dall’ordinamento, non viene invece riproposta per quanto concerne i redditi provenienti da illecito. A dire il vero anche la stessa opportunità di assoggettare a imposizione tali redditi incontrò resistenze ma sull’onda del fenomeno di tangentopoli, emerso nei primi anni 90, il legislatore emanò la legge 537 nel 1993 che all’art. 14 stabilisce in forma espressa l’imponibilità dei redditi di fonte illecita. A questa disciplina si è poi affiancata la legge 289 del 2002 che all’art. 2 comma 8 stabilisce che nella determinazione dei redditi non sono ammessi in deduzione i costi o le spese riconducibili a fatti, atti o attività qualificabili come reato. Da ultimo poi il comma 34 bis dell’art.

Tesi di Master

Autore: Demis Bassan Contatta »

Composta da 28 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 671 click dal 29/07/2010.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.