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La condizione fluida dell'epoca contemporanea - Dallo stato solido allo stato liquido della modernità

La fine delle grandi narrazioni, corrisponde anche alla fine dei grandi discorsi sull'etica. L'analisi dell'epoca contemporanea che abbiamo sin qui condotto, presuppone una rivalutazione di approccio al discorso etico, che tenga conto dei diversi giochi linguistici, principalmente originati dallo sviluppo tecnologico. Lo sviluppo tecnologico ha contribuito ad isolare l’individuo sia in termini strettamente
fisici, sia dal punto di vista delle relazioni con l’altro. Per assurdo, la maggiore capacità di comunicare, di trasmettere velocemente dati e informazioni in ogni angolo del pianeta, la possibilità di raggiungere chiunque in questo mondo, cosa o persona che sia, ha paradossalmente isolato l’essere umano nel suo IO, allontanandolo dall’altro sotto ogni punto di vista. La prima conseguenza del dominio della tecnica è evidente nell'emancipazione dell'essere umano, ormai fedele alla macchina e dipendente da essa. L'altro non è più necessario e viene sostituito da infiniti assemblaggi di circuiti ed ingranaggi.

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Introduzione La presente tesi propone un'analisi dell'epoca nella quale viviamo, in particolare accogliendo e facendo propria la metafora evidenziata in diverse occasioni da Z. Bauman, della “condizione liquida” dei nostri tempi. Attraverso lo studio delle teorie di alcuni dei maggiori pensatori moderni, il lavoro tenta di trasmettere la consapevolezza di essere partecipi dell’inizio di una nuova fase dell’età moderna, di un cambiamento in atto, accolto come un passaggio in una nuova fase della storia, non ancora ben definita, ma caratterizzata da elementi comuni e ben marcati nella società contemporanea. Il termine “Modernità” indica un’epoca la cui origine viene individuata approssimativamente agli inizi del XVII secolo. Altre fonti storiche collocano la sua nascita ancor prima, alla fine del XV secolo, per la precisione nel 1492, anno della scoperta dell'America. Più difficile è definirne la durata ma soprattutto determinare la sua eventuale fine. Molti studiosi sostengono che quest’epoca sia da considerarsi conclusa e ritengono che la società sia entrata in un periodo storico definito “post-moderno”, del “post-modernismo”, “società post-industriale”, “società dell’informazione”, “società dei consumi”, “modernità riflessiva”, “sur- modernità” … . La perdita dei valori e l'evidente crollo delle ideologie, sono solo alcune delle conseguenze del passaggio da uno “stato solido” ad uno “stato liquido” della realtà. Il mondo cambia rapidamente, la coscienza collettiva sta perdendo la consapevolezza del proprio futuro, la società è in balia di se stessa, dei propri rapidi mutamenti e noi sembriamo incapaci di tenere il passo. E' stato sostenuto che: Il nostro mondo interiore non muta così rapidamente come le condizioni del lavoro, come l’ambito tecnologico al quale afferriamo, travolto da un mutamento rapinoso, che fa emergere forme tecnologiche ogni giorno più raffinate e sofisticate. I mutamenti frenetici e violenti sono mal sopportati dal nostro universo interiore: questa mi pare una chiave idonea per intendere certe nostre attuali difficoltà.1 Credo che mai, come oggi, ci si senta lontani dalla consapevolezza di determinare il proprio destino. Lo strumento della politica, per esempio, è diventato oggetto di diffidenza, raccoglitore di sfiducia e fastidiosa incomprensione: mai, come oggi, la politica, è sembrata impotente, incompetente e colpevole. 1 G. GOISIS, Camminando lungo il crinale, Cafoscarina, Venezia 2006, pp. 12_13. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Andrea Volpato Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.