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Metodi empirici per la valutazione della stabilità dei pendii in roccia

Informazioni tesi

  Autore: Alberto Domanda
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria edile
  Relatore: Claudio Scavia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

I fenomeni di crollo da pareti rocciose sono comunemente diffusi in tutte le regioni di montagna e lungo le falesie costiere, costituendo una fonte di pericolo per le vite, i beni e le attività umane, in zone generalmente molto attive per quanto riguarda il turismo e le grandi vie di comunicazione. Dai censimenti effettuati in Piemonte si è ricavato che il 20,9% dei fenomeni franosi risulta essere costituito da crolli singoli o da aree soggette a crolli e ribaltamenti diffusi. Nonostante una così ampia diffusione del fenomeno, si trovano pochi esempi di modelli di analisi relativi a crolli e cadute massi. Il processo, infatti, pur essendo in apparenza riconducibile ad una schematizzazione piuttosto semplice dei meccanismi che lo governano, nella realtà è complicato dal fatto che la definizione dei parametri che controllano i fenomeni di rottura ed evoluzione risentono di un grado di elevata incertezza, inoltre l ampia estensione delle aree coinvolte (per esempio i percorsi delle grandi vie di comunicazione) rende molto difficile l acquisizione di dati sufficienti per condurre analisi dettagliate. Per questo motivo la stabilità di un versante può essere valutata solo in modo probabilistico e le misure di protezione e di mitigazione del fenomeno devono essere legate alla determinazione della pericolosità, funzione
dell estensione delle aree coinvolte, dell intensità del fenomeno e della probabilità di occorrenza. I metodi di studio delle instabilità in parete che verranno analizzati nel corso di questa tesi
hanno tutti l obiettivo di migliorare la prevenzione delle instabilità in parete. Tali metodi non
si occupano obbligatoriamente di tutti gli elementi che portano al calcolo del rischio, riferendosi dunque allo studio di una o di più tappe che conducono alla valutazione dei rischi quali la delimitazione delle zone di distacco, la probabilità di rottura, la definizione dei perimetri e delle pericolosità.

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1-Principali caratteristiche delle discontinuit naturali negli ammassi rocciosi 2 Capitolo 1 PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLE DISCONTINUIT NATURALI NEGLI AMMASSI ROCCIOSI 1.1 Introduzione Nel quadro geografico dellEuropa meridionale il territorio della regione Piemonte spicca per le sue particolari caratteristiche morfologiche. Con oltre 25000 kmq di superficie Ł la regione piø estesa dell Italia continentale, situata sulla testata della pianura padana, limitata su tre lati da catene montuose che ne occupano il 49% del territorio con le vette piø elevate del continente. Questo semplice quadro delinea bene la contraddizione di unarea densamente popolata, economicamente attiva e sede di importanti infrastrutture e reti di comunicazione, ma estremamente fragile nella sua esposizione ai rischi naturali. L occupazione antropica nell area alpina Ł fortemente condizionata dallorografia e si sviluppa principalmente sugli stretti fondovalle e sui versanti meno acclivi quindi gli insediamenti, la viabilit e le infrastrutture entrano molto sovente in conflitto con lo sviluppo dei processi morfodinamici e ne consegue un elevato rischio geologico. Nell area alpina i processi di instabilit geologica interessano sia i versanti, con l attivazione di frane di vario tipo, sia i corsi dacqua, attraverso fenomeni di erosione e trasporto solido. Per quanto riguarda la tipologia dei fenomeni di instabilit , soprattutto nell ambito delle frane, un parametro fondamentale per ricavare una graduatoria secondo diversi livelli di pericolosit Ł definito dalle caratteristiche cinematiche dei fenomeni stessi. Il pericolo maggiore Ł connesso, infatti, alla rapidit dei processi, oltre che per l influenza sugli effetti producibili, anche in relazione alla possibilit di attivare sistemi di previsione che rispondono ad esigenze di preallarme in tempi operativamente utili. Questi fenomeni si generano spesso senza indizi premonitori per distacchi di volumi di roccia da pareti o da pendii ad elevatissima inclinazione. I crolli in roccia sono fenomeni franosi che comportano il distacco di blocchi e/o frammenti rocciosi di dimensioni variabili da alcuni decimetri a centinaia di metri cubi, da pendii,

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