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Cordoglio e lutto nell'infanzia e nell'età adulta

La morte è una realtà fondamentale dell'esperienza umana, ma è anche un tabù: si preferisce non parlarne o al limite mascherarla dietro parole che offendano meno la nostra sensibilità. Forse anche per questo è terreno di studi che raramente toccano il grande pubblico: sembra che la morte esista solo a livello astratto e che parlarne sia compito esclusivo degli ambienti scientifici. Nell'elaborazione di questo lavoro mi è apparsa come uno dei tanti distacchi che sono la costante della vita umana: è certo l'estrema separazione da chi amiamo e questo la rende tragica, ma è anche l'ultimo capitolo di una vita costellata di separazioni che cominciano nel momento stesso della nascita. Non si può quindi parlare del dolore per la morte di qualcuno se non si analizza il significato dei legami affettivi, che nell'attaccamento del bambino alla madre trovano la loro origine ed il loro prototipo. Per questo i primi capitoli delineano i tratti della costruzione del legame d'amore con la madre e l'angoscia che deriva dalla sua rottura. I capitoli 5 e seguenti trattano il controverso argomento del lutto nei bambini, il loro vissuto rispetto alla morte e le conseguenze di una grave perdita. Alla luce delle osservazioni degli studiosi in materia, si considera poi il modo migliore per avvicinare ed aiutare un bambino che abbia subito un lutto.
Nella seconda parte si analizza la reazione degli adulti alla perdita, con attenzione agli atteggiamenti dell'uomo di fronte alla morte in varie epoche ed in altre culture. Infine si considera quale possa essere il modo più valido di offrire sostegno ad una persona in lutto.
Questo lavoro non pretende di essere un manuale di istruzioni per l'uso, anche se qualcuno potrebbe trovarvi spunti di riflessione e di azione; quello che desidero di più è che convinca chi lo legge a non fuggire di fronte alla sofferenza causata dalla morte, ma a dare il suo personale ed unico contributo.

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PREMESSA La morte e' una realta' fondamentale dell'esperienza umana, ma e' anche un tabu': si preferisce non parlarne o al limite mascherarla dietro parole che offendano meno la nostra sensibilita'. Forse anche per questo e' terreno di studi che raramente toccano il grande pubblico: sembra che la morte esista solo a livello astratto e che parlarne sia compito esclusivo degli ambienti scientifici. Nell'intraprendere questo lavoro ho avuto anch'io delle esitazioni, nonostante il mio interesse per l'argomento, pensando alle reazioni delle persone che si sarebbero trovate davanti questo elaborato. Ho cercato in un primo momento di "addolcire la pillola", circondando il corpo principale del lavoro con una serie di argomenti complementari che ne attutissero la crudezza. Mi ero quasi arresa all'usanza comune di girare intorno alla morte e a tutte le sue conseguenze senza farne la protagonista di questo lavoro, quando la semplice considerazione di una persona che stimo grandemente mi ha convinta a rompere ogni indugio: "La morte e' l'unica realta' comune a tutti". Ho cominciato cosi' ad addentrarmi nel mondo del lutto e del cordoglio, cercando di capire cosa accade a chi e' colpito da vicino dalla morte, per comprendere poi come si puo' stare accanto a chi e' in lutto nel cammino verso la guarigione. La morte mi e' apparsa come uno dei tanti distacchi che sono la costante della vita umana: e' certo l'estrema separazione da chi amiamo e questo la rende tragica, ma e' anche l'ultimo capitolo di una vita costellata di separazioni che cominciano nel momento stesso della nascita. Non si puo' quindi parlare del dolore per la morte di qualcuno se non si analizza il

Tesi di Laurea

Facoltà: Pedagogia

Autore: Elisabetta Cardarelli Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 19046 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 63 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.