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Gelosia: sinonimo di amore e giustificazione della violenza? Ricerca empirica con adulti

Il termine geloso deriva dal latino medioevale zelusus (pieno di zelo) che, a sua volta, deriva dal greco zêlos, che stava ad indicare emulazione, invidia, rivalità. Nonostante però l’etimologia del termine possa aiutarci ad inquadrarla entro un ambito di senso piuttosto definito, tentare di darne una definizione ben precisa non è così facile come può sembrare.
In molti, infatti, hanno cercato di descriverla, di spiegarla, quali fatti la producano e quali comportamenti provochi, ma soprattutto di determinare quali persone vi siano più inclini.
Essa, è da sempre presente nell’arte, nella letteratura, ma anche nel cinema; ricordiamo, per esempio, l’opera di Munch del 1895 intitolata “gelosia”, la novella di Verga da “Per le vie” (1883) intitolata anch’essa “gelosia” e il film “Dramma della gelosia: tutti i particolari in cronaca” (1969).
Può diventare, però, un’emozione così potente da reclamare spesso le vite umane, essa infatti è una dei cinque motivi di omicidio.
Nel 2004, il 70% delle vittime di omicidio sono donne, uccise per ragioni passionali (23%), in seguito a liti (23%) o disturbi psichici (12,8%).(Rapporto 2005, “L’omicidio volontario in Italia”, curato da Eures ed Ansa).
Nel 2005, la percentuale degli omicidi in ambiente domestico è del (58,7%) e risulta molto più elevata nelle regioni del Nord (62,8%), rispetto a quelle del Centro (57,8%) e del Sud (55,6%).
La principale vittima è il/la coniuge (27,7%), indicando come principale asse critico della relazione quello affettivo; molto elevato è inoltre il numero degli ex-coniugi o ex-partner (8,9%), principalmente vittime degli omicidi a carattere passionale, insieme ai partner/amanti (7,5%), agli spasimanti (1,4%) e, soprattutto, ai “rivali” (5,2%).

L’elemento che più degli altri può aver influito nel comportamento omicidario è il movente passionale (32,9% dei casi); inoltre, la maggior parte degli omicidi avviene in camera da letto (26,9%). (Rapporto Marzo 2006, “Gli omicidi in ambiente domestico in Italia”, curato da Eures).
Quali sono dunque, le differenze sessuali nella gelosia? Come insorge la gelosia? Che differenza c’è tra gelosia normale e patologica?
Nella prima parte di questo elaborato, verranno considerate queste ed altre domande, a cui verranno date risposte basate sulla letteratura e sulla descrizione di alcune ricerche.
Nella seconda parte, attraverso una ricerca empirica, verrà esaminato il rapporto esistente tra gelosia ed infedeltà, reale o presunta.
Le ipotesi prese in considerazione sono tre. La prima ipotesi analizza se le persone considerano le manifestazioni di gelosia come segni d’amore.
La seconda ipotesi esamina se la violenza perde una parte della sua negatività in caso sia stata scatenata da situazioni di gelosia e se le persone arrivano ad “accettarla”, in quanto deriva da un amore romantico.
La terza ipotesi analizza se un abuso sessuale nei confronti della moglie perde la valenza di stupro se, a scatenarlo, è stata questa emozione.

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GazzettaM Jealousy 3 INTRODUZIONE Il termine geloso deriva dal latino medioevale zelusus (pieno di zelo) che, a sua volta, deriva dal greco zêlos, che stava ad indicare emulazione, invidia, rivalità. Nonostante però l’etimologia del termine possa aiutarci ad inquadrarla entro un ambito di senso piuttosto definito, tentare di darne una definizione ben precisa non è così facile come può sembrare. In molti, infatti, hanno cercato di descriverla, di spiegarla, quali fatti la producano e quali comportamenti provochi, ma soprattutto di determinare quali persone vi siano più inclini. Essa, è da sempre presente nell’arte, nella letteratura, ma anche nel cinema; ricordiamo, per esempio, l’opera di Munch del 1895 intitolata “gelosia”, la novella di Verga da “Per le vie” (1883) intitolata anch’essa “gelosia” e il film “Dramma della gelosia: tutti i particolari in cronaca” (1969). Può diventare, però, un’emozione così potente da reclamare spesso le vite umane, essa infatti è una dei cinque motivi di omicidio. Nel 2004, il 70% delle vittime di omicidio sono donne, uccise per ragioni passionali (23%), in seguito a liti (23%) o disturbi psichici (12,8%).(Rapporto 2005, “L’omicidio volontario in Italia”, curato da Eures ed Ansa). Nel 2005, la percentuale degli omicidi in ambiente domestico è del (58,7%) e risulta molto più elevata nelle regioni del Nord (62,8%), rispetto a quelle del Centro (57,8%) e del Sud (55,6%). La principale vittima è il/la coniuge (27,7%), indicando come principale asse critico della relazione quello affettivo; molto elevato è inoltre il numero degli ex- coniugi o ex-partner (8,9%), principalmente vittime degli omicidi a carattere passionale, insieme ai partner/amanti (7,5%), agli spasimanti (1,4%) e, soprattutto, ai “rivali” (5,2%).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Monica Gazzetta Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3284 click dal 02/09/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.